L’appello: «Meno politica nelle scelte sulla sanità»

26 Agosto 2019

CIVITELLA ALFEDENA. «Credo che i problemi in campo sanitario dell’Abruzzo non vengano dalla popolazione, ma da chi decide i programmi e chi deve fare questi programmi. L’Abruzzo non ha bisogno di...

CIVITELLA ALFEDENA. «Credo che i problemi in campo sanitario dell’Abruzzo non vengano dalla popolazione, ma da chi decide i programmi e chi deve fare questi programmi. L’Abruzzo non ha bisogno di geni esterni, è dotato di persone fortemente qualificate, di persone che fuori dall’Abruzzo hanno trovato il loro spazio e dimostrato le loro qualità. Occorre che chi decide capisca le grandi potenzialità dell’Abruzzo e le utilizzi nel migliore dei modi». Nel giorno del suo 59° compleanno Adelmo Antonucci, responsabile di Chirurgia Oncologica ed Epato-bilio-pancreatica dell’ospedale Policlinico di Monza, in vacanza a Civitella Alfedena, paese d’origine del luminare, lancia il suo appello affinché l’Abruzzo possa avere una sanità di eccellenza e non costringa gli abruzzesi a emigrare fuori regione per farsi curare. «Ritengo che l’Abruzzo, alla luce delle esperienze che ho avuto la fortuna di fare, sia una terra in cui nell’ambito sanitario si può fare molto di più», afferma Antonucci. «Io da otto anni sono di nuovo via dall’Abruzzo e purtroppo, questo lo devo dire, tante persone dell’Abruzzo mi hanno seguito e continuano a cercarmi perché non trovano le risposte che vorrebbero. Questo è per me un dolore perché la malattia oncologica non colpisce soltanto il paziente ma l’intera famiglia. Vedere delle persone che vengono dall’Abruzzo attraversando l’Italia per curarsi con grande dispendio di energie economiche mi crea disagio. Lo crea a me e alle famiglie dei pazienti costrette a spostarsi e a lasciare figli, lavoro e affetti in Abruzzo per periodi anche molto lunghi a seconda della patologia, con spese importanti». E allora cosa si dovrebbe fare perché in campo sanitario l’Abruzzo diventi come la Lombardia? «Le scelte dei medici nei posti che contano dovrebbero essere fatte premiando la professionalità e le competenze», ribadisce Antonucci. «Purtroppo da molto tempo, per colpa di una politica sbagliata, non succede più questo. Si va avanti spesso non per meriti. E a rimetterci sono gli abruzzesi che per farsi curare scelgono di rivolgersi sempre più spesso fuori regione. Un fatto che non accetto».
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