L'Aquila, bimba investita sotto gli occhi della madre salvata dalle macerie la notte del terremoto Le foto /Video: l'elicottero in volo

20 Ottobre 2014

La bimba stava attraversando a piedi la statale 17 mano nella mano con sua madre quando è stata presa in pieno da una Yaris. Susanna era una delle 18 assistite della casa famiglia di San Gregorio che si occupa di minori in situazioni di difficoltà.

L’AQUILA. «Abbiamo sentito un botto – purtroppo in questo tratto di strada ne capitano diversi – e siamo scese per vedere se c’era qualcuno da aiutare. Nessuno di noi poteva pensare si trattasse di Susanna». Suor Mirella Del Vecchio è seduta sul gradone che, dal parco esterno, dà sulla strada, circondata da altre due consorelle della Casa Immacolata Concezione di San Gregorio. Lo sguardo fisso nel vuoto. È girata di spalle rispetto alla strada, non riesce e non vuole dire altro. Qualcuno, tra il viavai di persone, spiega che Susanna era una delle 18 assistite dell’istituto che si occupa di minori in situazioni di difficoltà. «Era così bella», dice una giovane suora tra le lacrime. «Non dovevano salire su quel bus, mi chiedo perché proprio oggi non erano in macchina».

SCAMPATE ALLA NOTTE DEL SISMA. Una tragica fatalità, del resto, come accadde la notte del sisma del 6 aprile 2009 i cui segni sono ancora tutti addosso all’istituto, che all'epoca ospitava sette bambini. Anche la piccola Susanna, con sua madre, era ospite di una casa famiglia. Quella sera si fermarono a San Gregorio come accadeva, talvolta, la domenica. Il centro ospitava anche cinque suore, oltre ai bambini. Si salvarono tutti tranne suor Anna che, al momento del crollo, era nella sua cameretta al pian terreno dell’istituto. E' stata ritrovata dopo tre giorni di ricerche e si racconta che fino all’ultimo, quella tragica notte, cercò di aiutare i piccoli.

LA STRUTTURA. La struttura di San Gregorio ha origini nel 1939 quando le suore Ferrari prendevano in custodia gli orfani di guerra. In seguito si è trasformata in educandato; dal 1985, ad opera di suor Mirella, è divenuta fra l’altro Casa di Accoglienza di minori in difficoltà.

UN ALTRO BIMBO INVESTITO. Per le suore, quella della bambina investita, è una tragedia che si ripete. Proprio a metà degli anni ’80 morì un bambino ospite della casa famiglia in circostanze simili: finì investito sulla Statale, a due passi dal centro. Un istituto che porta ancora i segni del sisma, trovandosi ai margini di una frazione devastata.