L'Aquila, canti e fiaccole per il croupier Francesco

26 Novembre 2014

L’Aquila, veglia in memoria del giovane ucciso in Inghilterra. Analoga iniziativa a Birmingham

L’AQUILA. Piccoli fogli bianchi e matite nella cesta posta all’ingresso della chiesa di San Pio X, per poter scrivere un pensiero a Francesco. Che chissà se, da lassù, potrà leggerli. Riflessioni profonde o un semplice saluto scritti a matita, mentre a Birmingham, sotto la pioggia e coperti da ombrelli, amici e conoscenti (già numerosi nonostante i pochi mesi di permanenza nella città inglese) hanno organizzato una fiaccolata in ricordo di Francesco Leccese, il croupier di 21 anni ucciso da un suo coetaneo lombardo in una vicenda che ha sconvolto l’intera comunità di Gignano ma anche tutta la città, dove la famiglia è conosciuta. A Birmingham gli amici in corteo sono stati scortati dalla polizia: «Perché siamo tanti», ha spiegato Luca, attrezzato con il computer per permettere la diretta con L’Aquila.

[[(standard.Article) Giovane aquilano ucciso in Inghilterra: arrestato un 20enne milanese

Nella chiesa stracolma di gente la veglia è andata avanti per gran parte della notte, intervallata da canti affidati al coro della parrocchia e alla Corale Gran Sasso, e letture di salmi cantati dai neocatecumenali. L’iniziativa è stata organizzata dalla confraternita dell’Ordine francescano secolare per far sentire tutto l’affetto della comunità ai genitori Alessandra e Giuseppe, e ai fratelli Ludovico e Filippo. C’era tanta parte di città: i professori dell’Ipsiasar, dove insegna la mamma, i colleghi del papà, che lavora in questura. E soprattutto tantissimi studenti ex compagni di scuola o del Conservatorio (il giovane da poco assunto a Birmingham era un musicista).

Non solo fogli bianchi su cui lasciare messaggi, ma anche fiaccole, tenute accese nel silenzio intervallato da preghiere e dal tentativo di collegarsi via Skype con gli amici inglesi. Non sempre la connessione ha permesso questo collegamento che ha comunque avvicinato due comunità così distanti eppure solidali nel ricordo del giovane. Con don Juan de Dios Vanegas Gallego, già parroco di Gignano, che ha visto crescere Francesco, e don Bruno Tarantino, anche altri sacerdoti vicini alla famiglia. E mentre su uno schermo si susseguivano immagini del ragazzo sempre sorridente o con il costume tipico della Corale Gran Sasso, è stata attivata anche una casella di posta elettronica (pensierixfrancesco@gmail.com) a cui sarà possibile anche nei prossimi giorni inviare messaggi, foto e ricordi. (m.g.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA