L'Aquila, chiude il call center: la rabbia dei 234 licenziati

Ancora una vertenza sindacale, ancora un’azienda che si prepara a licenziare i suoi lavoratori in una città perennemente in crisi
L'AQUILA. Hanno dai 25 i 40 anni, molti di loro si sono sposati dopo aver conosciuto l'anima gemella in azienda. Azienda che hanno visto nascere, crescere e adesso vedranno morire. Sono i dipendenti disperati ma anche arrabbiati del call center Globe Network che gestisce la commessa dell’H3G per conto della compagnia telefonica Tre, come unica commessa. Ancora una vertenza sindacale, ancora un’azienda che si prepara a licenziare i suoi lavoratori, ancora una crisi lavorativa all’Aquila, città perennemente in crisi.
La società ha deciso, di punto in bianco, che all’Aquila non ci vuole più stare e taglierà via via il servizio. Per questo al grido “lavoro, lavoro” i 234 lavoratori del call center si sono piazzati davanti alla caserma Pasquali per protestare contro questa decisione che dal 1° luglio li vedrà senza lavoro. Tra loro anche tanti giovani, ma pure genitori preoccupati ora per il futuro delle loro famiglie. Al fianco dei lavoratori - che hanno scelto la Caserma Pasquali per gridare il loro no al licenziamento proprio per intercettare il passaggio dei ciclisti del Giro d’italia, di cui la Tre è sponsor – ci sono tutte le sigle sindacali della provincia.
La società non intende, fino a ora, tornare sui suoi passi, e ha fatto sapere solo ieri mattina ai suoi dipendenti che da lunedì prossimo le telefonate in entrata andranno via via diminuendo fino alla fine di giugno. Data in cui si interromperà la collaborazione con il cliente H3g. Qualche novità potrebbe emergere dall’incontro a livello nazionale che si terrà martedì prossimo a Roma tra i sindacati e i vertici della Tre.

