L'Aquila, dramma del lavoro: giovane padre si toglie la vita

13 Settembre 2016

Il 38enne credeva che non sarebbe stato più riassunto da una coop. Oggi l’autopsia e domani mattina i funerali. Il dramma degli aquilani nei commenti sui social: «Se non fai parte del cerchio magico non lavori»

L’AQUILA. C’è lo spettro della disoccupazione dietro al suicidio del 38enne di Assergi (del quale omettiamo le generalità per tutelare la riservatezza dei due figli minorenni) trovato morto domenica scorsa a Spinara, zona boscosa di quella frazione.

Il giovane aveva lavorato per una cooperativa di servizi di Barisciano, ma non era certo di poter tornare al suo posto per motivi indipendenti dalla volontà di quel sodalizio: al momento non vi erano prospettive di riassunzione. Uno stato di incertezza che rappresentava per lui un fardello tanto pesante al punto da indurlo al gesto estremo, complice, forse, quella depressione latente che è tipica di queste storie. Una fine tremenda, in un momento nel quale è obiettivamente difficile non cadere nel pessimismo. Tutto ciò pur a fronte di una solida famiglia alle spalle che avrebbe potuto aiutarlo.

Si era allontanato da casa in auto, che ha lasciato nei pressi della zona boscosa di Spinara. Nella serata di sabato scorso, dopo che era stato lanciato l’allarme, si sono mobilitati i carabinieri della stazione di Assergi, coordinati dal maresciallo Giorgio Liaci, la Protezione civile e gli agenti della Forestale, anch’essi della stazione di Assergi. Dopo diverse ore di ricerche, il corpo senza vita del 38enne è stato trovato all’interno di una zona caratterizzata da una vegetazione fittissima dove si arriva al termine di un lungo cammino. Infatti, non si è trattato di una ricerca facile.

Non ci sono dubbi che si tratti di suicidio, anche se questa mattina, su disposizione del pm Stefano Gallo, si farà l’autopsia nell’obitorio dell’ospedale San Salvatore. Va comunque detto che il ragazzo non ha lasciato biglietti e nemmeno pare che abbia inviato messaggi premonitori sulle sue intenzioni. I funerali (a meno di possibili cambiamenti) sono stati previsti per domattina. Il popolo di Facebook non resta inerte di fronte a questa tragedia e si accende l’indignazione. «Leggo del povero ragazzo che purtroppo si è suicidato», dice l’ex consigliere comunale Enrico Verini. «Possibile che con tutti i cantieri aperti non ha trovato un posto per dare dignità a se stesso e alla sua famiglia?». «Ma stai scherzando», replica Francesca Antonetti, «per gli operai aquilani non c’è posto. Sono tutti di fuori». Scrive Anna Rita Toppi. «Ho due figli con diploma di geometra di cui uno con abilitazione. Nel cantiere più grande d’Italia non c’è posto per loro». Filippo Palumbo: «Se non fai parte del cerchio magico non lavori».

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