L’Aquila fuori, si riparte dalla Prima?

27 Luglio 2018

Il calcio sparisce per la terza volta. Per il momento è l’unica categoria praticabile dopo la mancata iscrizione alla D

L’AQUILA. Addio sogni di gloria, addio castelli in aria. La cruda realtà è che L’Aquila calcio non è stata iscritta al campionato di serie D. Per quanto la situazione fosse compromessa, dopo la giornata caotica di martedì, nella quale si evinceva che Gianluca Ius non avrebbe onorato le pendenze economiche, ieri anche il più speranzoso si è dovuto arrendere: alle 17 di giovedì 26 luglio, nessun assegno circolare è stato versato, nessuna liberatoria è stata firmata e depositata in Lega. L’Aquila è stata cancellata. Allo stadio Gran Sasso-Acconcia quest’anno potrebbe non giocare nessuno.
LA FINE. Un epilogo sconfortante che ha del clamoroso, per una città ribattezzata non si sa quante volte “il cantiere più grande d’ Europa”. Il club rossoblù verrà cancellato per la terza volta in 24 anni, dopo il fallimento del ’94 e del 2004. Si dovrà ripartire, da capire come e in che modo.
E ORA? In questo caso la possibilità può essere o di appoggiarsi a una delle squadre del comprensorio aquilano, oppure ripartire da zero con una società tutta nuova e pulita. Nel primo caso si prende ad esempio l’ultimo fallimento dove L’Aquila si affiliò al Montereale. Se questo scenario fosse percorribile (al momento, tuttavia, non sembrerebbe), per il primo anno il nome della società risulterebbe essere quello della squadra affiliata (com’è accaduto del resto a Lanciano), che cambierebbe nella stagione successiva. Per quel che concerne la società ex novo, bisogna innanzitutto trovare un gruppo di imprenditori che possa predisporre un progetto credibile e avallato dal consenso dell’amministrazione comunale. Al quel punto si potrà chiedere l’ammissione al miglior campionato disponibile, sarà poi la Figc Abruzzo a decidere.
PRIMA CATEGORIA. Quasi da escludere l’Eccellenza, mentre un lume di speranza ci sarebbe per il campionato di Promozione. Nel secondo campionato regionale c’è un posto libero, ma ci sono già quattro squadre che hanno chiesto di essere ripescate. Ed è il numero limite. Tuttavia è previsto che si possa aggiungere un posto, e L’Aquila sarebbe la 19ª squadra del torneo. Ma tempistiche e serietà del progetto devono essere prerogative indissolubili. Non ci sarebbero problemi per la Prima categoria, visto l’alto numero di posti liberi.
NUOVI INGRESSI. Il nome che circola a capo della possibile nuova società è quello del costruttore Ernesto Penzi, che si era interessato già l’anno scorso insieme a Umberto Fioravanti per l’acquisizione della proprietà, in due mesi di trattative convulse, nei quali l’avvocato Tiberio Gulluni venne incaricato a rappresentare la proprietà per cercare possibili acquirenti. Parallelamente l’assessore Alessandro Piccinini aveva avuto contatti sia con Gilberto Candeloro, proprietario del Francavilla, e addirittura con Daniele Sebastiani, numero uno del Pescara, ma senza riscontri effettivi.
L’INCONTRO CON IUS. Poi l’ incontro tra Gianluca Ius e Piccinini, che lo presentò a Gulluni per intavolare una trattativa. I primi giorni filarono lisci, e filtrava un certo ottimismo. Poi il primo inghippo, con il manager romano che interpellò un istituto di credito per avere soldi freschi al fine di agevolare la trattativa, ma invano. Ma l’ottimismo riprese grazie alla figura di Bruno Conti, che accettò il progetto proposto da Ius. Poi la passerella al Gran Sasso-Acconcia, dove il campione del mondo affermò di lavorare per il club come consulente tecnico esterno.
FUMO NEGLI OCCHI. Una manifestazione che aveva forse il solo fine di creare clamore mediatico (visto che Conti aveva accettato l’incarico due settimane prima) e convincere l’amministrazione sulla credibilità del progetto. Il 28 giugno si formò il cda a tre con Ius presidente. Poi la situazione è precipitata, per via del dietrofront di Conti e per l’interesse/interferenza di una presunta cordata locale.
IL CAOS. Il clima è diventato insostenibile. Comunicati a destra e manca; il primo quello di Ius, dove dichiarava di fare un passo indietro per agevolare la trattativa con i locali. Poi quello di Piccinini che invitò Eliseo Iannini (possibile capofila del gruppo) per conoscere il progetto. Dopo il no del costruttore aquilano, il pallino è passato di nuovo a Ius, che ha iscritto la squadra, ma senza corredi economici: «Non vale la pena spendere un euro per questa realtà», ha detto Ius sui social. E così è stato.
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