L'Aquila, furti al campus sequestrato: indagati degli "insospettabili"

25 Novembre 2014

Ladri incastrati dalle telecamere. Fissata un’udienza per chiarire il caso. Nel corso degli anni sono stati portati via dalla struttura arredi, suppellettili ed elettrodomestici

L’AQUILA. Nel corso degli ultimi anni il campus universitario privato realizzato a Pizzoli dal costruttore Giulio Carnevale, per intitolarlo alla figlia, una delle giovani vittime del sisma, è stato oggetto di furti e atti vandalici. La struttura, costata milioni, è stata messa sotto sequestro dalla magistratura dopo un esposto per presunte violazioni ambientali.

Il campus, formato da undici edifici, era pronto e alcuni studenti ne stavano per prendere possesso. Poi i sigilli. Da allora tutta l’area è stata oggetto di ripetute razzie da parte di sciacalli che hanno portato via arredi, materassi, suppellettili, elettrodomestici, etc. Per non parlare, poi, di una serie di atti vandalici e del fatto che vi hanno dormito dei senzatetto quando i materassi c’erano ancora.

Per contrastare queste scorribande si decise di sistemare alcune telecamere in modo di incastrare i responsabili e comunque dissuadere certi comportamenti insensati. Le indagini della Forestale furono avviate dopo una segnalazione ufficiale fatta da un dipendente del Comune di Pizzoli. Del resto una certa sorveglianza era stata invocata da più parti ma controllare tutta l’area 24 ore al giorno era impossibile.

Ora, secondo quanto si è appreso, ci sono diverse persone che, essendo state riprese in atteggiamenti sospetti, sono finiti nel registro degli indagati. Tra questi ci sono anche delle persone «insospettabili» che nei prossimi giorni si presenteranno in un’udienza per un incidente probatorio.

Sembra, però, che di prove importanti a loro carico non ve ne siano ma ci vorrà sempre un provvedimento del giudice per far cadere le accuse. Ci sono, comunque, dei sospetti anche su altri soggetti coinvolti in altri procedimenti le cui posizioni dovranno essere vagliate.

L’inchiesta giudiziaria che ha portato al sequestro del complesso nel frattempo si è evoluta in un processo con undici imputati. Un procedimento certamente molto complesso e basato sul filo delle perizie.

Nel corso dell’ultima udienza il pm ha chiesto delle condanne ma il giudice Giuseppe Grieco anziché leggere la sentenza ha disposto una perizia che lascia intravedere come alcune certezze della Procura non siano tanto scontate.

Il tutto a fronte di un procedimento che molto probabilmente rientrerà nella prescrizione essendo già in corso da cinque anni mentre ancora non è stato definito il primo grado. E non lo sarà prima del 2015.

Resta il rammarico, come hanno fatto notare molti studenti, che sta andando in rovina una struttura (realizzata senza fine di lucro), che potrebbe ancora risolvere molti problemi per la residenzialità universitaria.

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