L'Aquila, i tesori dell’ex chiesa di San Filippo celati dai sottoservizi

Lavori quasi completati nel teatro scrigno del Barocco che riaprirà alla fine degli scavi. E Caterina Caselli donerà la chitarra con gli autografi di tutti gli artisti che hanno partecipato al cd "Domani"
L’AQUILA. Il tendone rosso, il palcoscenico, l’impianto di luci hanno nascosto per decenni la pianta a croce latina della chiesa di San Filippo Neri, meglio conosciuta dagli aquilani come la sede del teatro “L’Uovo”. L’oratorio, costruito nella prima metà del XVII secolo dai padri Filippini, in pieno centro storico, è stato trasformato in teatro ormai più di quarant’anni fa. Il trionfo di stucchi, affreschi, legni dorati, appartenuto all’antica chiesa, è stato riportato alla luce grazie ai lavori di ristrutturazione post-sisma, curati dalla Direzione regionale ai beni culturali e ormai in via di ultimazione. Un lavoro che purtroppo resterà inaccessibile ancora per molto.
L’INTOPPO. Nonostante le opere volgano al termine, infatti, per la realizzazione dei sottoservizi è stata completamente divelta la pavimentazione davanti al San Filippo che si affaccia sull’omonima piazzetta, collegata a piazza Duomo da via Cavour. «Per questo motivo, non sappiamo quando questo gioiello potrà essere restituito alla città», spiega, rammaricato, l’architetto Berardino Di Vincenzo, direttore dei lavori e segretario regionale supplente, per l’Abruzzo, del ministero. L’accordo per il restauro risale all’autunno 2011, da tre anni sono cominciati i lavori di consolidamento strutturale. La direzione dei lavori artistici è stata coordinata dalla dottoressa Caterina Dalia.
I LAVORI. «Sulla cupola i danni erano ingenti e la facciata si era staccata verso la strada», continua Di Vincenzo. «Abbiamo perciò consolidato la cupola e riagganciato la facciata all’edificio. Si è proceduto, inoltre, anche a un irrobustimento strutturale delle murature». Questa tranche è stata finanziata dal Cipe con 2 milioni e 200mila euro. Al restauro degli apparati decorativi, che fanno del San Filippo una delle sperimentazioni spaziali più caratteristiche dell’area aquilana seicentesca e un luogo barocco unico nel capoluogo abruzzese, è stata destinata invece la donazione di un milione e 200mila euro della Sugar Music e di Macu edizioni. Una somma ottenuta grazie alla vendita del cd “Domani” realizzato da oltre 50 tra i più importanti artisti italiani subito dopo il sisma.
LE SCOPERTE. Durante i lavori sono tornate alla luce le volte della chiesa – prima completamente nascoste – e quattro pennacchi, i cui affreschi erano coperti da scialbi (mani di ripittura successive). «Sulle volte sono emersi cassettoni dipinti con al centro delle rose che sembrano in rilievo. Una decorazione che probabilmente risale al Settecento», spiega l’architetto. «Nei quattro pennacchi erano invece affrescati quattro evangelisti, di cui uno è andato perduto. Le statue agli angoli del presbiterio sono state recuperate: i sei strati di ridipintura non permettevano di godere di tutti i particolari adesso emersi. Sono stati recuperati anche dei bassorilievi sopra ai coretti del transetto, completamente dorati». Sull’altare, invece, sotto diversi strati, è emerso un affresco molto antico che doveva decorare una parete antecedente. «Sono state create delle asole sulla parete», conclude Di Vincenzo, «per rendere evidente il proseguimento dell’affresco oltre la pala d’altare».
IL NUOVO TEATRO. «Entro un mese intendiamo trasformare di nuovo la chiesa in teatro», prosegue l’architetto. «La struttura dovrà dialogare con l’oratorio preesistente. Non vorremmo che si tornasse a coprire ancora una volta uno degli apparati decorativi più belli della regione. Vogliamo montare un palcoscenico e un graticcio mobili che potranno chiudersi quando non ci saranno spettacoli».
I TEMPI. «È tutto pronto, ma non riusciamo a completare il lavoro perché la strada di accesso è preclusa al percorso carrabile indispensabile per smontare i ponteggi e per portare il necessario per il palco», spiega il direttore dei lavori. «Ci era stato assicurato che nel giro di due mesi dall’inizio delle opere per i sottoservizi la strada sarebbe stata riaperta, ma così non è stato. Caterina Caselli, direttrice della Sugar Music, ci scrive ogni tre mesi per sapere a che punto sono i lavori. Ha promesso, infatti, che appena terminati consegnerà alla città una chitarra che reca le firme di tutti gli artisti che hanno inciso il disco Domani. Un regalo che la città sembra non voler ricevere».
Michela Corridore
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