L’Aquila in flessione e rimborsi in ritardo Ma il club minimizza

26 Marzo 2019

La stagione di Prima categoria entra nella fase cruciale De Paulis: «Indietro di 15 giorni, ad aprile ne salderemo due»

L’AQUILA. L’Aquila calcistica è arrivata ad un momento cruciale della stagione. A Pescina i rossoblù avrebbero potuto chiudere virtualmente i giochi se fossero riusciti a battere il San Benedetto Venere. E invece i marsicani, anche grazie al classe ’78 Walter Cannatelli (autore del gol del pareggio), hanno rovinato la festa al club del capoluogo.
L’Aquila resta prima, con 7 punti di vantaggio sul Pizzoli, e la vittoria del torneo non sembra essere in discussione. Eppure nell’ambiente circolano le (solite) voci sui rimborsi in ritardo. Cui qualcuno lega la “flessione”. È vero che ultimamente le prestazioni non sono apparse brillanti come quelle di prima. Basti pensare al 7-2 dell’andata col San Benedetto Venere. Stesso confronto si può fare per la doppia sfida al Celano. Al “Piccone” i rossoblù impressionarono per il gioco espresso. Al ritorno in casa, invece, non si è vista la stessa supremazia di gioco.
Dopo la gara di Pescina, nei social che riguardano i supporter rossoblù, sono rimbalzate consistenti voci riguardo a un ritardo di pagamenti dei rimborsi spese ai calciatori. I più maliziosi hanno voluto vedere in questo aspetto la causa principale del pareggio contro il San Benedetto Venere. Se quest’indiscrezione fosse uscita nella gara contro l’Atletico Civitella Roveto (finita 12-0), o dopo la vittoria contro il Pizzoli, forse avrebbe fatto meno rumore. Ma ora la situazione è diversa.
«Ci sono solamente 15 giorni di ritardo dalla tabella di marcia», il commento del presidente dell’Aquila Marco De Paulis, che prova a raffreddare la polemica creatasi in questi giorni nell’ambiente rossoblù. «Ad aprile contiamo di saldare due stipendi, così risulteremo perfettamente in regola. Non creiamo allarmismi, la squadra è unita e sta bene». Riguardo al pareggio di Pescina, «c’è stato un calo di concentrazione, anche perché di fronte c’era un avversario ostico e la squadra magari in queste gare, pur avendo grande qualità, può soffrire un po’. Gli stipendi sono divisi per 8 mensilità, ne sono state pagate 4 e ad aprile saranno 6. Resterebbero maggio e giugno. È giusto precisare che la risposta da parte degli operatori commerciali non è stata cospicua. La società è aperta a qualsiasi confronto con chiunque».
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