L’Aquila in serie D, città delusa

30 Maggio 2016

L’assessore Iorio: «Risaliremo subito in Lega Pro». Cialente: dispiacere enorme

L’AQUILA. Sembra quasi uno scherzo del destino. Mentre lo stadio di Acquasanta, dopo anni di ritardi, sta finalmente per essere consegnato all’Aquila calcio e alla città, la squadra retrocede dalla Lega Pro alla serie D. Uno scherzo di cattivo gusto, a giudicare dalle reazioni di tifosi e politici, tutti delusi profondamente da una mancata salvezza, sperata fino alla fine. Si dice «molto dispiaciuta» l’assessore allo Sport del Comune, Emanuela Iorio.

«A mio avviso», aggiunge, «ha inciso molto l’inchiesta giudiziaria Dirty Soccer che, anche se risolta, ha penalizzato in termini di punteggio e psicologicamente l’intero team. Proprio ora che l’impianto di Acquasanta è in dirittura di arrivo. Spero sinceramente che dopo questa disavventura, L’Aquila calcio possa risalire prontamente in Lega Pro».

Intanto, assicura che «i lavori del nuovo stadio vanno avanti».

L’obiettivo è consegnarlo già per la prossima stagione. «Ma basta con i pronostici», continua l’assessore. «Certo è che uno stadio senza barriere è comunque necessario. Il livello di attenzione deve essere lo stesso, sia per la Lega Pro che per la serie D. Dopo la partita di sabato ho chiamato sia il presidente Corrado Chiodi che il top sponsor, Eliseo Iannini per esprimere il mio dispiacere. Al più presto avremo un incontro per ridefinire la situazione e dare loro solidarietà. Comunque per quanto riguarda lo stadio non sarà messo in discussione nulla. Sarebbe stata una gioia darlo in serie C, ma purtroppo non sarà così. Si tratta di un incidente di percorso. L’amministrazione è vicina alla dirigenza».

Sulla stessa linea il commento lasciato dal sindaco Massimo Cialente su Facebook: «La retrocessione dell’Aquila Calcio è un dispiacere enorme. Rappresenta l’esito di una serie di errori, di debolezze, di sottovalutazioni e spesso anche di solitudine per coloro che con generosità si sono fatti carico di portare avanti una società tra mille difficoltà. Guardare avanti», dice.

«È’ necessario, sia per il calcio che per il rugby, delineare dei percorsi, stendere dei progetti, a breve e medio termine, partendo dalle risorse umane e finanziarie disponibili, e ricorrendo a professionalità certe e corrette. Sulla base di questi progetti si potranno chiamare, a confronto, tanti imprenditori che tanto stanno ricevendo e nulla stanno restituendo ad una città che li sta gratificando di tanto lavoro».

Più duri i commenti dei tifosi, quelli che sabato erano al Neri di Rimini: «L’Aquila è una città agonizzante, non solo negli sport. Non sono più sufficienti gli slanci di amore e abnegazione», scrivono. «Qualcuno dovrà pagarla». E ancora: «Il ritorno a casa è stato un incubo»; «I giocatori devono giocare col cuore, quello che è mancato in questa partita».

Qualcuno scomoda Dante: «Nave senza nocchiero in gran tempesta». Ma c’è anche chi si limita ad un semplice quanto lapidario: «Che figura».

Michela Corridore

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