L'Aquila, intasca soldi destinati al macero: bancario finisce sotto processo

Finisce sotto processo per peculato un bancario aquilano di 50 anni
L’AQUILA. È stato rinviato a giudizio davanti al collegio del tribunale dell’Aquila con l’accusa di aver rubato dei soldi dalla Banca d’Italia in qualità di dipendente. In particolare, il bancario M.M., 50 anni, dell’Aquila, avrebbe prelevato una somma dal carico di banconote destinate al macero. Il dipendente è accusato di essersi impossessato di circa 1.200 euro.
Ieri mattina l’impiegato è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare dell’Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, che ha fissato l’udienza al 26 gennaio prossimo. I fatti, secondo l’accusa del pubblico ministero Stefano Gallo, titolare dell’inchiesta, sarebbero avvenuti all’inizio del 2014.
Ad accorgersi che nei conti c’era qualcosa che non quadrava erano stati i superiori dell’accusato. Così si erano rivolti alle autorità per fare luce sull’accaduto. Erano partite le indagini ed era stato confermato l’ammanco di denaro. Secondo quanto accertato dagli investigatori, l’aquilano avrebbe preso le banconote prima che il bottino da distruggere andasse a finire al macero.
Accuse sempre respinte dal dipendente, nonostante la denuncia dei dirigenti. Due di loro erano addirittura stati accusati a loro volta dal bancario perché, a suo dire, avevano fatto delle dichiarazioni false sulla vicenda.
Il dipendente della Banca d’Italia aveva sostenuto che le loro affermazioni non corrispondevano alla realtà dei fatti. Anche per tale motivo l’aquilano è finito sotto processo per calunnia. L’accusa principale rimane ovviamente quella di peculato per essersi impossessato di beni dello Stato.
Era difeso dall’avvocato Antonio Luigi Iannucci.
Pietro Guida
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