L'Aquila, l'ex primario Galzio: troppe critiche, ho detto addio

7 Novembre 2017

Il neurochirurgo si è trasferito a Pavia: "Non tollero ingerenze politiche sulla mia attività, il lavoro svolto è sotto gli occhi di tutti". L'intervista sul Centro, ecco alcuni passaggi

L'AQUILA. Ha fondato e diretto per diciotto anni la Neurochirurgia dell'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Un reparto di eccellenza, come dimostrano i dati sulla mobilità attiva, con 500 interventi l'anno di chirurgia cranica, il 35 per cento su pazienti provenienti da fuori regione. Il professor Renato Galzio, primario di fama internazionale, direttore della scuola di specializzazione di neurochirugia della facoltà di medicina, ha lasciato L'Aquila. Dal 1° novembre è in servizio all'università di Pavia. Un addio sofferto, non scevro di polemiche con al centro la querelle, che si è trascinata per oltre un anno, per l'istituzione di un reparto di neurochirurgia all'ospedale di Avezzano.
Professor Galzio, perché ha deciso di interrompere, dopo tanti anni, l'attività al'interno dell'ospedale San Salvatore?
«Ho vinto un concorso a Pavia, nella migliore facoltà di medicina d'Italia secondo il Censis. Ma è chiaro che la motivazione non è solo questa».
Il riferimento è alla polemica per l'attivazione di un reparto di neurochirurgia ad Avezzano?
«Tutti sanno come sono andate le cose. Basta leggere gli articoli comparsi sulla stampa nell'ultimo anno e mezzo sulla querelle per l'istituzione di un reparto di neurochirurgia nella Marsica».
È questo che le ha dato la spinta a imboccare altre strade?
«Non tollero ingerenze politiche nella mia attività di reparto, fino a quando la stessa è valida. E che fosse valida lo dimostrano i risultati del programma nazionale Esiti».
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Il resto dell'intervista è pubblicata sulle pagine del Centro