L'Aquila, ex aziende comunali Cialente: ci sono 150 esuberi

In vista la riorganizzazione dei servizi: «Troppi amministrativi, lì ogni assunzione ha un nome e un cognome ma i sindacati non si sono mai indignati per questo»

L’AQUILA. Centocinquanta esuberi. L’annuncio di Cialente dall’Ungheria, dove si trova in camper, disegna un autunno caldo. «Altro che stipendi aumentati. Chi ha fatto i danni a questa città non siamo noi». Il sindaco annuncia misure draconiane per le ex municipalizzate («dove ogni assunzione ha un nome e un cognome e non c’è sindacato che s’indigni»), difende le scelte sul concorsone, sfida i sindacati che parlano di assunzioni clientelari, attacca il commissario Chiodi. Un fiume in piena proprio come il Danubio, da dove parla.

Sindaco, come la mettiamo con gli stipendi aumentati?

«Gli uffici hanno rimediato a un vecchio errore. Roba di un anno fa quando uscì la riduzione del 10%. Le impiegate hanno scoperto che prendevo circa la metà rispetto agli altri sindaci dei capoluoghi. Ovvero, 2199 euro al mese netti, prima, e ora 2390, a fronte dei 3500-4500 degli altri. Prendo meno di un assessore provinciale, sono un sindaco a tempo pieno e non prendo lo stipendio dall’ospedale dove guadagnerei di più».

Aumento di legge ma pur sempre aumento...

«Gli aquilani vadano a verificare se sui siti trovano lo stipendio di giunta e consiglieri di altre città simili alla nostra. Noi costiamo meno di tutti. Il dato esce oggi, chissà perché, visto che risale all’inverno 2011. Le spese folli le hanno fatte altri».

Se sa, ne parli.

«Andrebbero pubblicati i lavori delle commissioni di 30 persone, con la quinta riunita anche tre volte a settimana e che s’occupava di tutto, pure di Prg. L’hanno convocata tre giorni prima del ballottaggio... Il conto, ora, lo faccio io. I costi esorbitanti sono questi».

Concorsone e polemiche. È vero che fate clientelismo?

«Chi lo afferma non sa quel che dice. Ci sarà un concorso gestito dal Formez dove il Comune non mette bocca. È una tempesta in un bicchiere d’acqua. Tutti hanno chiesto che le competenze acquisite dai nostri ragazzi venissero tutelate. Siamo riusciti a ottenere che per salvaguardare queste professionalità non vi sia la preselezione nazionale per i precari che avranno il 50% dei posti. Poi ci sono gli 88 che hanno fatto un concorso e che partono con un punto di vantaggio. Noi i precari li difendiamo tutti. Nessuno parla dei 120 precari della Provincia mandati via dal centrodestra per prenderne altri da zone diverse dove forse sono più intelligenti. Nessuno parla dello staff di Chiodi e delle ultime assunzioni Sge. Chi mi accusa porti i nomi o lo denuncio».

Capitolo Centro turistico.

«Ho rinnovato il collegio sindacale scaduto con gente quotata. Lovili conosce bene le aziende. Sul Centro turistico stiamo facendo un’azione di risanamento che dà fastidio. Se serve, le carte alla Finanza ce le porto io. E la Corte dei Conti verifichi tutte quelle assunzioni a tempo indeterminato. Hanno un nome e un cognome. Auspico una commissione d’indagine. Anche i lavoratori dovranno accettare i sacrifici. Con 476 bocche da sfamare ci sono 150 esuberi. Troveremo il modo di farli lavorare, magari a Progetto Case e Map. La città è sporca ma l’Asm ha 40 amministrativi e non ha gente per tagliare l’erba. Ho salvato Sed e Afm, ora basta. Non ce la facciamo a pagare. Di questo deve rispondere chi ha amministrato prima».

La legge Barca funzionerà?

«Abbiamo fatto passi in avanti ma qualcuno deve spiegare perché Chiodi e Fontana hanno bloccato tutto come i 28 milioni per le opere pubbliche. Gli appalti per i cimiteri e Palazzo Margherita sono fermi. Speriamo che finisca presto».

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