L’Aquila rende onore al professor Taviani Biondi: lascia il segno

6 Novembre 2020

Domani a Roma l’addio al geniale docente morto a 78 anni I colleghi e gli amici: «Gli renderemo omaggio come merita» 

L’AQUILA. «Creiamo gente parallela. Quello che vorrei suggerire ai miei studenti è che è possibile vivere in un paese parallelo, senza espatriare. Per fare questo puoi parlare di Dario Fo, della regia del ‘900, di Eleonora Duse, di Molière. Ecco. A me piace parlare di Molière molto spesso». Ferdinando Taviani, docente emerito dell’Università aquilana, scomparso mercoledì scorso, raccontava così, con poche parole, il significato del suo essere insegnante, durante un’intervista a Sabina Guzzanti, contenuta nel documentario sul terremoto del 2009, “Draquila”. E proprio con una scena del film del 1978 “Molière” diretto da Ariane Mnouchkine, salutano su Facebook il “maestro” la sua allieva più vicina, Doriana Legge, oggi docente di Discipline dello spettacolo dell’Ateneo aquilano e il collega e amico, Massimo Fusillo, che rammaricato commenta: «In questo momento così difficile per il paese ci vediamo costretti a rimandare a tempi migliori iniziative che avremmo voluto svolgere in suo ricordo. La situazione è tale che non ci verrà neanche permesso di partecipare all’ultimo saluto». I funerali del professor Taviani, infatti, si svolgeranno domani a Roma, dove abitava da sempre, in forma privata. Il docente, 78 anni, già da qualche tempo aveva dei problemi di salute. Professore di Discipline dello spettacolo dell’Ateneo del capoluogo, dove aveva insegnato dal 1986 al 2012, aveva fondato e presieduto il corso di laurea in “Storia e pratiche delle arti, della musica e dello spettacolo” e il corso di laurea magistrale in “Studi teatrali”. Nato nel 1942 in Liguria, nel 1980 è stato fra i fondatori dell’Ista (International school of theatre anthropology). Dal 1975, è stato consulente letterario dell’Odin Teatret, cui aveva dedicato il volume “Il libro dell’Odin” (Milano, Feltrinelli, 1975), il primo studio su un teatro che in quegli anni era molto controverso e noto a pochi, divenuto nel tempo uno dei capisaldi del teatro del secondo Novecento. Fine conoscitore della Commedia dell’Arte, i suoi studi (La Commedia dell’Arte e la Società Barocca. La Fascinazione del Teatro, Roma, Bulzoni, 1969; Il segreto della Commedia dell’Arte, in collaborazione con Mirella Schino, Firenze, la Casa Usher, 1982, tradotto in Francia nel 1984), sono considerati punti di riferimento nella bibliografia internazionale sull’argomento. Taviani si era formato con Giovanni Macchia, con studiosi quali Ferruccio Marotti e Fabrizio Cruciani. Con loro aveva dato vita a un gruppo di lavoro, a cui via via si erano aggiunti anche Franco Ruffini, Nicola Savarese, Hans Drumbl e molti altri anche più giovani: insieme, da subito, avevano determinato una svolta nella disciplina teatrale. «È difficile trovare le parole per dire cosa è stato Nando», scrive Fusillo. «Sicuramente un docente straordinario, che ha creato una comunità di studenti, studiosi e appassionati di teatro ancora molto vivace all’Aquila. Per me un carissimo amico, che mi ha accolto all’Aquila più di 20 anni fa con incredibile calore, e con cui ho condiviso progetti, iniziative, lunghissime chiacchierate (la sua vita era il teatro, ma aveva una curiosità intellettuale onnivora: leggeva veramente di tutto)».
Anche il sindaco Pierluigi Biondi ha espresso cordoglio per la scomparsa del docente: «Il mondo accademico della nostra città perde un grande studioso. Grazie a lui la nostra città e i suoi giovani hanno potuto avvicinarsi a esperienze straordinarie di spettacoli e laboratori. Uno studioso e un docente che ha lasciato un segno profondo e alla cui memoria, oggi, la nostra città e le sue istituzioni rivolgono un ringraziamento commosso e sentito».
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