L'Aquila, sono madre e figlio i rapinatori del camionista di 80 anni: arrestati

I due aggressori hanno tentato di colpirlo con una sbarra di ferro e una grossa pietra
L’AQUILA. Ha rischiato molto più di quanto potesse sembrare l’uomo aggredito e rapinato mentre era nel suo camion fermo tra via Rocco Carabba e via XXV Aprile. Infatti, nel corso della conferenza stampa fatta in questura dal responsabile delle Volanti Enrico Rendesi, si è appreso che i due arrestati avevano in mano una sbarra di ferro e una pesante pietra. In manette sono finiti il 24enne Yanck Duev e la madre, la 50enne Sdlavska Stoycheva, entrambe persone note alle forze dell’ordine.
I due, secondo la ricostruzione dei fatti degli investigatori, si erano avvicinati al camion nel quale stava riposando un 80enne ex imprenditore nativo della provincia di Rimini ma residente all’Aquila.
L’uomo ha tentato di colpirlo prima con un «tondino» di ferro, una sbarra che si adopera nelle costruzioni in cemento armato. La sbarra è caduta a terra nella colluttazione e allora la madre ha passato al figlio un sasso abbastanza pesante. L’anziano si è divincolato e ha evitato di essere colpito. Poi, nella concitazione, approfittando di un attimo di sbandamento dei bulgari, ha chiesto aiuto e in breve tempo la polizia ha catturato i due che si erano allontanati, uno nel parcheggio davanti al vicino negozio di Brico e l’altra all’interno del medesimo negozio. Quanto alle condizioni del rapinato non ci sono problemi, visto che ha riportato ferite guaribili in pochi giorni.
I due erano da tempo seguiti dalla polizia. Infatti, nel giro di breve tempo, avevano avuto delle denunce di vario genere compresi dei fogli di via mai rispettati.
Ma c’è anche un altro aspetto non secondario. Infatti i due stranieri erano accampati nei pressi del campo sportivo di piazza d’Armi e utilizzavano un container abbandonato.
Lì era stata da loro eretta una struttura in legno, poi rimossa in collaborazione con la polizia municipale. Essi, inoltre, dormivano in abitazioni inagibili e l’ultima volta erano stati scoperti e denunciati pochi giorni fa.
Secondo lo stesso Rendesi lo smantellamento di quelle strutture improvvisate ha evitato che quella zona divenisse una sorta di avamposto di uno dei campi nomadi di Roma. E questo avrebbe fatto lievitare inevitabilmente i furti in città.
I due si trovano in cella e sono assistiti dall’avvocato di fiducia Vincenzo Cipolletta. Nella giornata di oggi ci sarà la convalida del fermo di polizia giudiziaria e più avanti la direttissima.
Al momento l’uomo è rinchiuso nel carcere delle Costarelle mentre la donna si trova nel carcere di Castrogno a Teramo.
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