«L’Aquila, ti vorrei così» Ultimi appelli dei 4 sfidanti

Sicurezza, scuole, visita del Papa, fondi europei in arrivo: ecco le proposte
L’AQUILA. I quattro candidati a sindaco Pierluigi Biondi, Stefania Pezzopane, Americo Di Benedetto e Simona Volpe si sono confrontati davanti alle telecamere di Rete8 sollecitati dalle domande del giornalista del Centro Giustino Parisse nella tribuna moderata dal direttore dell’emittente Carmine Perantuono.
Ecco una sintesi del confronto andato in onda ieri sera su Rete8.
la campagna elettoraLE
Volpe: «Essendo la prima volta posso dire che è un’esperienza straordinaria vissuta sia in prima persona ma anche con lavoro di gruppo. Una grande emozione condivisa con la lista Liber Aquila. Abbiamo capito l’importanza della partecipazione attiva, attraverso un comitato territoriale permanente»
Biondi: «Veniamo da una campagna elettorale intensa. Ma in questo periodo la città ha fatto i conti anche con la tragedia dell’asilo Primo Maggio. Non è stata una campagna elettorale classica. Credo che questa cosa abbia insegnato anche a tutti noi l’importanza di mantenere uno stile di vita sobrio. C’è bisogno di guardare alla prospettiva futura di questa città».
Pezzopane «Ho cercato di rappresentare un progetto di futuro. Ho girato borghi, frazioni, ho lavorato per l’inclusione. Ho promosso il mio progetto e cercato il contatto diretto con le persone. Mi hanno raccontato le solitudini, le ragioni e ho ascoltato tante donne che hanno espresso l’auspicio di ritrovarsi una sindaca. Mi hanno sollecitata a fare cose promesse, ma non eseguite dall’attuale amministrazione».
Di Benedetto: «Abbiamo rivolto attenzione alla città, dicendo che ci sono tante persone che non fanno politica che hanno scelto con noi di fare un percorso per il buon governo. Siamo stati presenti in tutti i territori con iniziative concrete».
LA SQUADRA DI GOVERNO
Biondi: «La composizione della giunta è frutto degli equilibri del voto. Le attuali forze di governo sono tutte ricandidate, fatta eccezione per Fausta Bergamotto e Carla Mannetti. Abbiamo riorganizzato la macchina anche per andare incontro ai procedimenti relativi al Pnrr e al fondo complementare. Stiamo lavorando alla digitalizzazione».
Di Benedetto: «Ho accettato di rilanciare una sfida per il governo della città proprio perché le persone che mi sostengono difenderanno sino in fondo la mia proposta. Avrò a disposizione una vasta gamma di professionalità. Presterò attenzione ai territori, grazie anche a un assessorato ad hoc per le frazioni. Dobbiamo fare una sorta di periodo di riorganizzazione. La città ha bisogno di una profonda riorganizzazione».
Volpe: «La nostra sarà una squadra di tecnici. Andrò a caccia di competenze. Non vedo problemi a dar fiducia ad assessori uscenti, ma senza creare alleanze politiche: preferiamo coprire i gap della città con le competenze. Crediamo alla preparazione tecnica».
Pezzopane: «Se avrò il privilegio di guidare la città, la prima cosa che farò è svestire i panni della politica per dedicarmi a tempo pieno all’amministrazione della cosa pubblica. Chiederò alle assessore e agli assessori disponibilità e ascolto dei problemi. Avrò un assessore alla Scuola e ai saperi: si occuperà della ricostruzione delle scuole che purtroppo in questi 5 anni non è andata avanti, e di tutti i saperi. Poi un assessore alle aree interne e ai paesi».
sicurezza sismica
Di Benedetto: «Non dimenticherei la sicurezza sociale, elemento determinante. Esistono tanti livelli di sicurezza e su molti si sta lavorando e si è lavorato. L’Aquila è la città più sicura, rispetto anche al resto d’Italia. La sicurezza nelle scuole, che ancora viene declinata attraverso la presenza dei moduli provvisori, i cui parametri vanno rivisti, anche in rapporto alle strutture in muratura. Poi ci sono gli accadimenti delle ultime ore (l’episodio dell’acqua): giusto il confronto politico, ma quando ci sono grandi problemi bisogna mettere al primo posto l’unità, trasmettere ai cittadini un senso di comunità».
Pezzopane: «Il tema è serio, a partire dalla sicurezza sismica in una città che piange ancora le 309 vittime. Importante la sicurezza scolastica. Le scuole devono essere ricostruite con la sicurezza antisismica, ma anche con tutti gli altri livelli di sicurezza penso ai parcheggi, allo spazio per la viabilità. Poi c’è la sicurezza legata alla sanità. Penso allo stato di degrado del pronto soccorso a prescindere dalla qualità dei medici che vi lavorano. Chi vi arriva rischia di attendere 12-17 ore. Importante la sicurezza in centro, per cui bisogna adottare modelli di vigilanza, ma bisogna lavorare coi giovani sulla consapevolezza».
Biondi: «L’Aquila è una città sicura dal punto di vista sismico, ma anche della legalità: tra le 10 più sicure d’Italia, anche se questo ti porta a percepire con un livello più alto di attenzione quando si verificano casi che più che microcriminalità definirei criminalità diffusa. Facciamo i conti con l’insicurezza sociale. Poi si fanno i conti con le incertezze della pandemia, ma anche con la guerra. La politica deve dare esempio di compostezza. Il caso dell’acqua potabile è emblematico. C’è un protocollo. Noi abbiamo fattosibito le controanalisi. Soffiare sulle paure è sbagliato. Serve maggiore compostezza e più comunicazione efficace».
Volpe: «Stiamo vivendo un’epoca folle, dove si susseguono crisi, pandemie, guerre. A questo aggiungiamo la tragedia del terremoto. Noi dobbiamo lavorare all’educazione al controllo. Serve una “sicurezza dell’anima”. Se penso all’emergenza acqua vien fuori che la crisi è scoppiata sui social. Mi sono messa nei panni del sindaco e mi sono sentita solidale con lui che si è visto puntare il dito. Sull’emergenza sicurezza dobbiamo fare molto, ma l’autorità e il controllo non può prescindere da uno sguardo umano che deve restituire la tranquillità di un tempo. Io giocavo da sola alla Villa, ora non ci manderei mio figlio».
come spendere 5 miliardi
Volpe: «Tema importantissimo. Provengo da realtà di investimenti privati e so che vuol dire un budget. Gli interventi devono essere concentrati, sì, su un problema immediato ma su una prospettiva futura. I dati di spopolamento delle aree interne sono allarmanti. Bisogna agire».
Biondi: «Le risorse di Pnrr e fondo complementare hanno una programmazione precisa. Per il fondo la strategia è approvata in cabina di coordinamento integrato. Non sono appannaggio di enti locali. Stessa cosa per Pnrr, Restart. Siamo intervenuti in maniera più diretta sui tavoli di partenariato per introdurre il concetto: i fondi per lo sviluppo devono generare occupazione, se si finanzia l’acquisto di un macchinari bisogna predisporre un piano finanziario per percorsi formativi relativi all’uso professionale che se ne fa».
Pezzopane: «Serve un piano strategico per individuare le migliori azioni volte a migliorare la qualità della vita, sviluppo sostenibile e occupazione. Altrimenti si va al giorno per giorno. In questi anni l’occupazione è scesa, rispetto ad altri territori che magari hanno anche avuto meno risorse e possibilità di noi. Ricordo che il Pnrr lo ha avuto il governo Conte e abbiamo potere di ordinanza per il cratere. Serve una visione strategica».
Di Benedetto: «Canali di finanziamento e progetti a sostegno dell’economia del territorio (il famoso 5% divenuto 4%) non hanno agito a livello efficace sull’occupazione. A ogni azione del pubblico bisognerebbe prestare la giusta definizione dell’iniziativa del privato. Mancano linea e obiettivo condiviso. Sulla sanità ci sono tante disponibilità, ma non si investe sul personale. L’esempio più evidente è il Covid hospital di Pescara, realizzato ma mai portato avanti per carenza di programmazione».
la visita del papa
Pezzopane: «Un evento mondiale per cui va ringraziato il cardinale Petrocchi. Purtroppo, il momento è difficile e facciamo i conti con la guerra. L’evento farà di Collemaggio e della Porta Santa aperta dal Papa un’iniziativa dal valore internazionale. Col sindaco di Roma stiamo lavorando per inserire L’Aquila nel circuito del Giubileo 2025. Si apre un orizzonte straordinario, in virtù della storia dell'Aquila, per il valore della Perdonanza, riconosciuto anche dall’Unesco».
Volpe: «Tema meraviglioso. Stiamo vivendo un’opportunità straordinaria grazie a quest’annunciata visita. Il messaggio per noi dev’essere l’educazione alla pace. L’Aquila è città di pace e del perdono come dice il nostro programma. La visita del Papa deve spingerci a far rivedere l’evento Perdonanza, con idee. Dobbiamo puntare alla scuola di tessitura, come suggeriva la compianta Giovanna Di Matteo, ma anche cammini e percorsi».
Di Benedetto: «Già partiamo da un aspetto emozionale legato all’arrivo di Papa Francesco, per il valore internazionale della visita che accredita il messaggio di Celestino e il suo testamento nella storia. Papa Francesco è il papa degli ultimi, della povertà, nessuna figura è più indicata di lui per trasmettere il messaggio. Rimettere al centro la Perdonanza, nella storia. Questo grazie anche alla figura di Petrocchi. Bisogna ripartire con una struttura dedicata all’impianto organizzativo ed emotivo».
Biondi: «Il cardinale mi aveva annunciato l’invito al Papa molto tempo fa, ma le cose dovevano concretizzarsi. Il Papa, come dice lo stesso cardinale, ci osserva e doveva valutare che la Perdonanza trovasse il giusto equilibro tra sacro e profano. Questo è evidenziato anche dal dossier di candidatura che ci ha permesso di ottenere il riconoscimento Unesco».
APPELLI FINALI
Biondi: «L’appello è quello di andare a votare. C’è stata la compressione del diritto costituzionalmente garantito. Per il “boicottaggio” di 5 quesiti referendari si è andati a provocare ricadute sul voto solo in un giorno. Mi auguro che il fine settimana al mare sia rinviato al prossimo. Dico ai cittadini di esercitare il loro diritto. Sono convinto che la nostra amministrazione abbia dato prova di compattezza. C’è una prospettiva di governo sano che deve continuare».
Di Benedetto: «La nostra è una proposta valida, capace anche di valutare il tipo di azione efficace per L’Aquila, capire quello che non ha funzionato. Credo di essere una figura credibile dal punto di vista amministrativo. Dobbiamo evitare le campagne elettorali permanenti. Ho lavorato in consiglio comunale, invece, per difendere questa città».
Volpe: «Il nostro slogan “Seminiamo futuro” è un invito. Ogni cittadino deve ritrovare il momento e l'occasione per partecipare attivamente a una nuova visione di città. Il mio appello è a ragionare sul metodo, sul processo. Dobbiamo metterci in discussione, mettere a disposizione della città le competenze. Il nostro è un appello a uno stile differente. Serve un cambiamento dalla base».
Pezzopane: «Ho con L’Aquila una storia che parte da quando sono nata e arriva a oggi. Ho attraversato qualsiasi momento difficile e bello. Ho esperienza anche a livello istituzionale e in Europa. Sono alla guida di una coalizione forte, coesa, con sei liste. Ci sono tutte le forze del centrosinistra. Ci sono associazioni di cittadini. Li ho messi insieme e questo significa già aver vinto la prima sfida. Le promesse di 5 anni fa non sono state mantenute. Questa città deve uscire dall’isolamento. Votate per me».
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