L'Aquila, un'inchiesta parlamentare sull'operato della Grandi Rischi

4 Novembre 2015

La proposta di legge, presentata stamane dalla senatrice Stefania Pezzopane e dall'avvocato Wilma Della Vigna alla vigilia del pronunciamento della Cassazione, per chiedere la verità sulla commissione di scenziati che minimizzò sui rischi del terremoto che il 6 aprile 2009 provocò 309 vittime

L'AQUILA. Una Commissione parlamentare d'inchiesta che faccia luce sull'operato della Commissione Grandi Rischi che nell'imminenza del sisma de L'Aquila del 6 aprile 2009 «minimizzò» il pericolo, convincendo la popolazione a restare in casa durante il terribile terremoto che provocò la morte di 309 persone, «il ferimento di molti e un dolore collettivo che - come spiega la senatrice Pd Stefania Pezzopane - ancora non si sana». È questo l'obiettivo del disegno di legge presentato in una conferenza stampa a Palazzo Madama su iniziativa della Pezzopane alla quale hanno preso parte, tra gli altri, l'avvocato Wania Della Vigna che rappresenta i familiari di diverse vittime e la presidente della "Ilaria Rambaldi onlus", un'associazione nata in ricordo della giovane scomparsa durante il terremoto, che chiede quella «verità e quella giustizia che ancora non sono arrivate dallo Stato». L'iniziativa arriva alla vigilia della pronuncia della Corte di Cassazione su un processo che troppo «facilmente e superficialmente» è stato ribattezzato "il processo alla scienza".

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«Nessuno chiedeva capacità divinatorie agli scienziati - spiega Stefania Pezzopane - come sbagliando è stato scritto sui media di quel periodo. Semplicemente, si chiedeva agli scienziati di fare gli scienziati, cioè di prendere in considerazione tutti gli elementi registrati sino ad allora senza liquidare frettolosamente ogni possibilità di rischio per la popolazione». Se gli scienziati della commissione Grandi Rischi non avessero tranquillizzato in modo così categorico la popolazione dicendo, tra l'altro, che scosse così forti erano indicative di «un'energia che ormai era stata scaricata», probabilmente, è stato sottolineato durante la conferenza stampa, molte persone sarebbero uscite prima di casa, come avevano sempre fatto prima invece di restare e morire tra le macerie.

L'avvocatessa Wania Della Vigna ha letto una drammatica testimonianza in questo senso di una donna che ha raccontato ai magistrati di come, dopo le «dichiarazioni rassicuranti» dei componenti della Commissione Grandi Rischi, il marito abbia deciso fino all'ultimo di restare in casa, mettendo a rischio anche la vita della figlia piccola. Una testimonianza toccante che solo alla fine Della Vigna ha rivelato essere quella della Pezzopane. Per «tenere viva l'attenzione sul processo e per fare luce sulle responsabilità degli scienziati e su quello che avvenne nell'aprile del 2009 a L'Aquila» non solo si chiede di istituire una commissione d'inchiesta, ma si annunciano altri due eventi promossi dalla onlus titolata a Ilaria Rambaldi: un convegno alla Casa delle donne il prossimo 13 novembre e un flash mob muto davanti alla Cassazione il 19 novembre, giorno in cui l'Alta Corte dovrebbe pronunciarsi sul processo.