«L’Aquila vuole la pace»: manifestazione in piazza

La galassia delle associazioni della rete per il disarmo chiede lo stop alle armi Conflitti in Ucraina e in Palestina, lanciati slogan per il “cessate il fuoco”
L’AQUILA. “Cessate il fuoco”, “Stop al genocidio” e “Pace subito”. Con questi slogan anche all’Aquila, ieri sera, si è manifestato in occasione dei due anni dall’inizio della guerra in Ucraina e nel pieno della crisi in Palestina.
La manifestazione, organizzata dalla “Rete pace e disarmo L’Aquila”, si è svolta in piazza Regina Margherita. «Noi siamo sempre stati qui», ha detto il portavoce Tommaso Cotellessa nel suo intervento al microfono all’inizio della manifestazione. «Eravamo qui due anni fa, (quando le truppe russe invadevano l’Ucraina, ndc), eravamo qui a manifestare per la pace lo scorso anno, e oggi siamo di nuovo qui per chiedere che le armi tacciano e la pace torni immediatamente in Ucraina e in Palestina».
I manifestanti, in cerchio, ognuno con una lettera, chiedevano l’immediato cessate il fuoco e lo stop al genocidio, mentre a terra venivano poggiate la bandiera della Pace e quella della Palestina.
«Siamo qui per testimoniare la nostra non indifferenza e la nostra voglia di esserci»», è stato il messaggio letto nel corso della serata. «Sono ormai due anni che assistiamo al ritorno della guerra nel nostro presente».
«Il 24 febbraio di 2 anni fa la guerra esplose dove non ci aspettavamo arrivando a scomodare il piano privilegiato in cui è collocato il condominio della nostra città», ha proseguito Cotellessa nel suo intervento e, ricordando le vittime di Gaza, della strage del 7 ottobre e in Ucraina, ha detto che «senza la pace, distruzione e soprusi sono destinati a salire».
«Per questo siamo qui, per rivendicare il nostro diritto al dissenso, perché non siamo indifferenti dinanzi ai massacri, al genocidio, siamo con coloro che in questo momento tremano di paura in quel lembo di terra in cui bambini, donne e uomini vengono sterminati. E siamo anche vicini ai cittadini russi che dicono no alla folle e mostruosa guerra di Putin».
E, riferendosi ai fatti di Pisa, agli studenti manganellati dalle forze dell’ordine nel corso di una manifestazione pro Palestina, Cotellessa ha detto: «Ci sentiamo manganellati anche noi».
È stato anche ricordato il caso del 37enne palestinese Anan Yaneesh, tratto in arresto all’Aquila lo scorso gennaio per essere estradato in Israele. Subito dopo, i manifestanti al coro di «Pace subito», hanno portato la bandiera della Pace fino alla Fontana luminosa. Tra le rivendicazione dei manifestanti, oltre alla fine della guerra a Gaza e in Ucraina, anche la messa al bando delle armi nucleari, lo stop al riarmo con conseguente riconversione dell’industria bellica, maggiori fondi per la cooperazione allo sviluppo e la promozione di conferenze regionali di Pace sotto l’egida dell’Onu.
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