L’Archivio di Stato commemora Giacinti: un prezioso custode

L’alpino con la passione per la storia verrà ricordato domani Reduce della Campagna di Russia ha avuto più onorificenze
L’AQUILA. Domani alle 16, nella sala dell’Archivio di Stato che oggi si trova nell’area industriale di Bazzano (la sede storica in piazza della Prefettura è stata distrutta dal sisma del 2009) sarà ricordato “il custode dell’Archivio di Stato dell’Aquila e valoroso alpino” Mario Giacinti (1921-2013) medaglia di bronzo al valor militare, Croce al merito di guerra, Galloncino d’argento per la campagna di Russia del 1942 con la sua drammatica ritirata.
Dopo i saluti della direttrice dell'Archivio di Stato Sebastiana Ferrari, sono previsti gli interventi del professor Raffaele Colapietra che conobbe molto bene Mario Giacinti, del tenente colonnello del Nono Reggimento alpini Pietro Piccirilli e del presidente della sezione Ana Abruzzi Pietro D’Alfonso. Modera Alfonso De Amicis. Giacinti era originario di Vallesindole di Bagno, dove era nato il 14 maggio 1921.
Alfonso De Amicis, ex dipendente dell’Archivio di Stato nel 2013 così lo ricordò: «Se i segreti e le carte antiche dell’Archivio di Stato dell'Aquila sono pervenute a noi intatte è merito anche di Giacinti. Mario subito dopo esser tornato dai tormenti della guerra in Russia, combattuta insieme a tanti italiani in quell'angolo freddo del pianeta, ha iniziato a lavorare all’Archivio. Ne è stato un protagonista indiscusso insieme ad altri. Se oggi noi godiamo di quel patrimonio storico documentale così importante lo si deve anche alla passione e alla cura di quest’uomo. A prima vista era una persona ombrosa e scorbutica, nella realtà Giacinti era brioso, di spirito e di grande compagnia. Ha insegnato molto alle generazioni che si sono affacciate in quel luogo importante per la cultura e la storia di questa città. Un abbraccio forte», concludeva allora Alfonso De Amicis.
Ancora oggi i frequentatori dell’Archivio lo ricordano con grande affetto e soprattutto per la conoscenza _ che aveva acquisito negli anni _ del patrimonio immenso e preziosissimo che l’Archivio conserva. Mario Giacinti fu uno dei pochi alpini reduci dalla Campagna di Russia.
LA STORIA
Il 15 gennaio 1943 una seconda grande offensiva sovietica a nord del Don travolse gli alpini ancora in linea, i quali, mal equipaggiati e a corto di rifornimenti, iniziarono una ritirata nella steppa, incalzati dalle divisioni sovietiche e costretti a patire enormi sofferenze. La rotta costò alle forze italiane decine di migliaia di perdite e si concluse il 31 gennaio, quando la divisione “Tridentina£ raggiunse i primi avamposti tedeschi a Sebekino. Mario Giacinti riuscì a tornare in Italia nella seconda metà del gennaio del 1943 con i piedi congelati e dovette essere operato. La storia di Giacinti è stata raccontata dallo storico Maurilio Di Giangregorio nel suo libro su Peppino Prisco.
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