L’Arci: venga riaffisso lo striscione pro-Regeni

11 Ottobre 2017

L'AQUILA . Centinaia di firme, che finiranno sulla scrivania del sindaco, Pierluigi Biondi. Nella petizione, avviata dal circolo Arci, si chiede al consiglio comunale un pronunciamento entro 90...

L'AQUILA . Centinaia di firme, che finiranno sulla scrivania del sindaco, Pierluigi Biondi. Nella petizione, avviata dal circolo Arci, si chiede al consiglio comunale un pronunciamento entro 90 giorno sul rirpistino, a palazzo Fibbioni, dello striscione che invoca “verità e giustizia per Giulio Regeni”. «Se l'attuale consiglio ritiene di non condividere la scelta della precedente amministrazione», evidenzia l'Arci, «scelga di annullarla esplicitandone i motivi e mettendoci la faccia. Non nascondendosi dietro false scuse legate alla stabilità e alla sicurezza dello striscione o altre, ancora meno credibili. Numerosissime e diverse sono state le mobilitazioni per avere verità e giustizia per Regeni e per atttivisti, sindacalisti, ricercatori che, ogni anno, scompaiono in Egitto”. L'Arci sottolinea come «la campagna avviata da Amnesty Internation , partita a febbraio 2016, a meno di un mese dal ritrovamento del corpo martoriato di Regeni, era rivolta anche ad enti locali, istituzioni, università, a cui è stato chiesto di aderire all'appello per mantenere alta l'attenzione sulla vicenda, esponendo simbolicamente nelle proprie sedi istituzionali lo striscione. Anche il consiglio comunale dell'Aquila, il 25 febbraio 2016, ha aderito all'iniziativa esponendo lo striscione giallo a palazzo Fibbioni».
A febbraio scorso è stato rimosso «e ad oggi non risulta appeso in nessuna sede istituzionale. Molti cittadini sono indignati per questa azione, tanto da avviare una petizione che verrà portata all'attenzione del consiglio comunale per ricollocare immediatamente lo striscione dov'era e non in un'altra sede municipale». Il sindaco Biondi, rispondendo in consiglio alle sollecitazioni di Carla Cimoroni (Coalizione sociale), ha spiegato che lo striscione è stato rimosso perché si era staccato un gancio, ma che, in ogni caso «per motivi di decoro», non verrà riaffisso a palazzo Fibbioni, bensì in un'altra sede.(m.p.)
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