L’Arcigay: delirante la proposta di sgombero dell’asilo
L’AQUILA. «Dopo lo sgombero delle abitazioni antisismiche di Cese di Preturo, ora la rediviva compagine politica che ne aveva fortemente voluto la realizzazione alza la voce contro qualcosa di cui...
L’AQUILA. «Dopo lo sgombero delle abitazioni antisismiche di Cese di Preturo, ora la rediviva compagine politica che ne aveva fortemente voluto la realizzazione alza la voce contro qualcosa di cui ignora totalmente l’importanza e taccia di illegalità le associazioni e gli eventi culturali e ricreativi che si tengono all’interno dell’asilo in viale Duca Degli Abruzzi».
A scendere in campo, contro lo sgombero forzato dell’asilo nido, è Leonardo Dongiovanni, segretario dell’Arcigay L’Aquila.
«Un luogo abbandonato da due anni prima del sisma, attualmente unico polo giovanile del centro storico», afferma, «non può essere utilizzato come capro espiatorio e ridotto a postribolo di disadattati da parte degli stessi che politicamente hanno usato la legalità sempre e solo come uno slogan. L’asilo, tra le tante cose, in una situazione transitoria per L’Aquila, ha aperto la cittadinanza ai campi estivi di Legambiente per i ragazzi down, al centro operativo di “Viviamo L’Aq”, ai vari laboratori artistici, agli alloggi per le fragilità sociali, ai Cineforum d’autore. Ed è stato in questi anni la sede di Arcigay L’Aquila, che al suo interno ha potuto offrire alla città un impeccabile servizio di ascolto. È altresì opportuno dire che le utenze sono state pagate dalle stesse persone che hanno usufruito del posto e nessuno ha mai preteso di restare a oltranza all’asilo, purché i lavori volti alla costruzione di un polo giovanile inizino senza indugi. Coloro che hanno definito dubbie presenze le associazioni che appoggiano l’Asilo e che auspicano un blitz delle forze dell’ordine, si assumeranno certamente la responsabilità politica e umana di aver posto fine a tutto ciò, soffocati dal pregiudizio e dalla violenza».
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