L’Arta: «Impianti rumorosi in ospedale»

4 Febbraio 2023

Il risultato degli esami acustici dopo la battaglia dei residenti. La Asl è chiamata a correre ai ripari

SULMONA. Macchinari dell’ospedale di Sulmona troppo rumorosi. La conferma è arrivata dagli esami eseguiti dall’Arta, l’azienda regionale, che dopo la denuncia fatta dai residenti del quartiere che confina con la struttura sanitaria, è intervenuta, su sollecitazione della Asl, per accertare l’effettivo livello dei decibel prodotto dall’impianto di termoventilazione e dagli altri macchinari che vengono utilizzati per portare avanti l’attività ospedaliera. Il risultato non lascia margini di manovra all’azienda sanitaria.
Dagli esami fonometrici è emerso infatti che «il rumore prodotto dagli impianti aeraulici dell’ospedale civile di Sulmona aveva provocato il superamento del limite differenziale a finestre aperte in periodo notturno».
Da qui la decisione del sindaco di Sulmona Gianfranco Di Piero che già dal mese di novembre aveva firmato un’ordinanza che invitava la Asl ad attivare, nell’immediato, «tutti gli accorgimenti necessari a limitare le emissioni rumorose, con particolare riguardo alle aree confinanti con le abitazioni». E solo il primo febbraio scorso è arrivata la risposta del direttore generale che ha firmato una determina in cui affida l’incarico per 13.400 euro, alla Itel Telecomunicazioni per la predisposizione di una relazione di impatto acustico in modo da poter agire di conseguenza.
La battaglia dei residenti contro gli impianti troppo rumorosi dell’ospedale di Sulmona era iniziata nel 2016 ed era sfociata nella denuncia e poi nel procedimento giudiziario che vede l’ex manager della Asl, Rinaldo Tordera, sotto processo per disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone e inosservanza dei provvedimenti dell’autorità. Dopo la costituzione delle parti il processo è stato rinviato al prossimo 21 marzo quando si aprirà la fase dibattimentale e saranno ascoltati i primi testimoni.
«È un problema che va avanti ormai da molti anni», protestano i residenti. «La speranza è che l’azienda sanitaria comprenda anche le nostre ragioni e si arrivi a una soluzione definitiva perché è paradossale che in un luogo dove dovrebbe regnare il silenzio e dove vengono curate le persone, siano presenti invece, problemi di inquinamento acustico e ambientale». (c.l.)
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