L’Asl assume 108 lavoratori precari

Il manager Tordera: «Le attività ora conteranno su risorse umane certe, ma la dotazione organica resta insufficiente»
L’AQUILA. Al via il piano di assunzioni 2018 varato lo scorso novembre dalla Regione, che prevede l’incremento di 207 unità all’interno della pianta organica della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila. Il primo tassello è la stabilizzazione di 108 precari, i cui contratti sono stati convertiti da tempo determinato a indeterminato. Un provvedimento atteso, ma che non sana la carenza di personale negli ospedali della provincia, che da tempo viene denunciata dai sindacati. Il manager della Asl Rinaldo Tordera ritiene indispensabile l’aumento del budget regionale riservato alla sanità.
LE STABILIZZAZIONI. La delibera adottata dal direttore generale Tordera, la 222 dello scorso 12 febbraio, riguarda figure professionali di profilo diverso, già in servizio, che entrano a far parte a tutti gli effetti della dotazione di personale dell’azienda. «Ciò significa», spiega Tordera, «che le attività sanitarie e amministrative potranno contare su risorse umane certe e stabili che non saranno più soggette all’incertezza di continue scadenze e rinnovi contrattuali che possono mettere a rischio l’efficienza dei servizi». All’interno del nutrito numero di stabilizzazioni la quota più ampia riguarda gli infermieri (60), seguiti da ostetriche (14), tecnici sanitari di radiologia (14), fisioterapisti (6), logopedisti (6), collaboratori amministrativi professionali (cioè impiegati, 6) e tecnici della prevenzione nell’ambiente dei luoghi di lavoro (2). Le stabilizzazioni rientrano nell’ambito del piano di assunzioni 2018.
APPELLO ALLA REGIONE. L’immissione degli operatori nei ranghi della Asl a titolo definivo va salutata sicuramente come un fatto positivo, ma sul versante del personale sono necessari interventi molto più incisivi, secondo Tordera. «Attualmente la dotazione organica è insufficiente», ribadisce il manager,«e occorrono quindi nuove, adeguate misure. In particolare, per potenziare il personale di reparti e servizi è necessario aumentare il budget assegnato dalla Regione alla Asl. La carenza di personale è un problema sul tappeto da tempo ed è stata più volte al centro di incontri e analisi da parte del comitato ristretto dei sindaci della Asl. Per investire in modo concreto sul personale», sottolinea Tordera, «è necessario rivedere i tetti di spesa in sede di programmazione regionale, al fine di assicurare all’utenza le prestazioni fissate nei Lea, i livelli essenziali di assistenza. Tale obiettivo, tra l’altro, assume ulteriore importanza se riferito a un territorio come quello della Asl della provincia dell’Aquila, esteso quanto il Molise e caratterizzato da aree periferiche e difficili da raggiungere, dove non è sempre agevole assicurare uniformi standard di assistenza alle comunità delle aree interne».
I NUMERI. Il piano delle assunzioni 2018 approvato dalla giunta regionale lo scorso novembre è contenuto nella delibera 863 e prevede in totale 820 assunti a tempo indeterminato nelle Asl abruzzesi. In particolare, la Asl 1 potrà istruire i concorsi per 207 unità di personale, per una spesa complessiva di oltre 8 milioni di euro: ai 108 dipendenti appena assunti nel comparto sanitario, se ne aggiungono 39 in quello tecnico-amministrativo, 44 dirigenti, 12 direttori di Unità operative complesse, 3 dirigenti psicologi e un dirigente amministrativo.
LE CARENZE. Le cifre sono note da tempo: nella Asl della provincia dell'Aquila mancano circa 530 unità lavorative, tra medici, infermieri, personale ausiliario e amministrativo. A fare i conti sono stati i sindacati, che stanno portando avanti una lunga battaglia: in pianta organica sono previste 4.053 unità, ma in servizio attualmente sono 3.800, di cui circa 350 precari, in parte ora stabilizzati. I posti vacanti sono 253, ai quali si aggiungono altre 277 unità, che dovrebbero essere inglobate in organico per consentire, come prevede la legge 161, il riposo obbligatorio di 11 ore, tra un turno di lavoro e l'altro.
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