L’Asl ci ripensa: terapia intensiva in un prefabbricato da 15 posti

3 Marzo 2021

Richiesta urgente alla Regione dopo i numerosi appelli (inascoltati) lanciati dal sindaco Di Pangrazio L’ospedale ha carenze per affrontare una terza ondata e i lavori per adeguarlo sono in ritardo

AVEZZANO. Subito ad Avezzano un modulo con 15 posti letto di terapia intensiva, già messo a disposizione dalla Protezione civile. Dopo gli appelli del sindaco Gianni Di Pangrazio, l’Asl ci ripensa e presenta una richiesta urgente alla Regione. In un documento firmato dal manager Roberto Testa e dal direttore sanitario Franco Marinangeli, indirizzato al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore Nicoletta Verì e al direttore del Dipartimento salute, Claudio D’Amario, si sottolinea la necessità della struttura prefabbricata alla luce della «contingente situazione sanitaria pandemica». La lettera è stata inviata il 23 febbraio scorso ai vertici della Regione. Il sistema sanitario marsicano è una polveriera che rischia di esplodere se i contagi dovessero risalire. All’ospedale di Avezzano mancano ancora i posti di terapia intensiva che saranno pronti ad aprile, forse maggio, mentre il pre-triage, che permetterà di trattare i pazienti in sicurezza evitando i contagi e separando i pazienti Covid da chi soffre di altre patologie, non è ancora pronto doveva essere realizzato entro febbraio. Stesso problema per i 6 posti letto di terapia sub intensiva che potranno accogliere casi Covid che hanno bisogno di assistenza respiratoria. Dovevano arrivare il mese scorso ma così non è stato. Potrebbe verificarsi quello che è accaduto all’inizio della seconda ondata, con pazienti lasciati per giorni nelle ambulanze o sulle barelle. Per avere a disposizione la terapia intensiva bisogna ancora attendere. Saranno disponibili a breve solo 4 posti letto previsti dal progetto. Pochi per far fronte a una probabile terza ondata. Per questo la richiesta del direttore generale Testa, affinché venga autorizzato l’arrivo del modulo prefabbricato della protezione civile. Il vero rischio, se la struttura prefabbricata non dovesse arrivare immediatamente, è che i posti letto di terapia intensiva potrebbero essere disponibili solo quando l’ondata di coronavirus sarà già passata. Si parla infatti di un altro mese come minimo, forse due, prima che i 10 posti letto siano pronti ad accogliere pazienti. Il reparto, una volta completato, disporrà di una struttura all’avanguardia, con accessi separati per pazienti Covid, a cui si affiancherà, nella gestione dei malati, l’area sub intensiva che si trova invece nell’ala est. Gli interventi hanno un costo di circa 1 milione e 800mila euro. Verrà realizzato anche un collegamento che consentirà di raggiungere direttamente pronto soccorso e la radiologia nonché, tramite un ascensore, il reparto di malattie infettive, sia per migliorare l’accessibilità sia per istituire percorsi distinti per malati Covid.
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