L’Asl: escluse tracce di verdura velenosa

12 Ottobre 2022

Ma le 13 tonnellate di spinaci saranno distrutte. Il legale dell’azienda di Luco: «Chi paga i danni?»

LUCO DEI MARSI. La mandragora scambiata per spinaci e responsabile dell’intossicazione di almeno otto persone del Napoletano «non arriva dai campi del Fucino». Hanno dato esito negativo le analisi sui campioni prelevati dalla Asl e inviati all’Istituto zooprofilattico degli spinaci coltivati da un’azienda agricola di Luco dei Marsi. Il servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione dell’azienda sanitaria ha inoltre revocato il blocco cautelativo della partita di ortaggi posta sotto sequestro preventivo in attesa dei risultati. Si tratta di 2.700 cassette di ortaggi che appartengono allo stesso lotto finito sotto indagine da parte del Nas di Napoli e venduto alla società campana ritenuta responsabile dell’intossicazione di almeno otto persone. Ora i 13.500 chili di spinaci sottoposti a blocco dono destinati al macero. Un danno di circa 9mila euro per l’azienda agricola di Luco dei Marsi che, stando a quanto ricostruito dal Nas di Napoli, aveva commercializzato a una società di Volla (provincia di Napoli) sei bancali di spinaci, della varietà sioux, pari a 1.153,84 chilogrammi definendoli «prodotto grezzo da lavorare». A questo punto la provenienza dell’erba velenosa con proprietà allucinogene molto simile nell’aspetto agli spinaci o alle biete – che può causare nausea, vomito, problemi intestinali, secchezza delle fauci e difficoltà a urinare per intossicazioni leggere fino ad allucinazioni, delirio, tachicardia e può portare anche alla morte – dovrà essere cercata altrove. «Oggi viene da chiedere chi paga i danni all’azienda locale, visto che non potevano esserci dubbi sulla idoneità del prodotto alla sua commercializzazione sul mercato», afferma l’avvocato della società coinvolta, Roberto Verdecchia, «oggi si comprende che all’interno dell’area del bacino del Fucino le aziende agricole sono tutte sane e rispettano i parametri a loro imposti dalla normativa vigente, qualcuno dovrebbe domandarsi se altrove accade la stessa cosa». Gli spinaci, essendo facilmente deperibili, dovranno essere distrutti. Sono trascorsi troppi giorni dal prelevamento dei campioni all'esito delle analisi affinché la quantità di ortaggio sottoposto a blocco potesse tornare in commercio. (f.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .