L’Asl riporterà gli uffici strategici a Collemaggio

9 Maggio 2021

Lavori alla palazzina B7 nell’area dell’ex ospedale psichiatrico per un importo di tre milioni, più vicina la fase progettuale 

L’AQUILA. L’Asl, con una delibera, ha approvato lo studio di fattibilità (premessa alla redazione del progetto vero e proprio) per l’intervento di “riparazione e miglioramento sismico della palazzina B7” che si trova nell’ex presidio ospedaliero di Collemaggio. L’importo dei lavori si aggira sui tre milioni. La palazzina, in passato, è stata sede della direzione generale e da quello che si legge nello studio di fattibilità tornerà a ospitare uffici.
LA RELAZIONE. Nella relazione si premette che “l’area dell’ex presidio di Collemaggio è definita nel piano regolatore come zona per attrezzature socio-sanitarie. Tale zona è destinata quindi ad attrezzature sanitarie comprese le attività complementari a quella sanitaria in senso stretto, come le sedi amministrative, di ricerca, per convegni e per pubbliche relazioni, e ad attrezzature assistenziali, come case per anziani, per studenti, collegi, colonie, mense, convitti, seminari. La palazzina B7, che già in origine fungeva da polo direzionale dell’intero complesso psichiatrico, ben si presta a essere inserita all’interno delle strutture di staff e di supporto tecnico amministrativo dell’Asl. Il processo di ristrutturazione degli edifici del presidio di Santa Maria di Collemaggio, insieme all’intervento di demolizione e ricostruzione dell’edificio denominato “ex Inam” in via XX Settembre, s’inserisce con grande coerenza all’interno degli obiettivi della Asl, così come riportati nel piano annuale di organizzazione aziendale laddove è scritto che il rinnovamento delle strutture di proprietà dell’ente presenti nell’ambito del centro storico della città dell’Aquila valorizzerà, anche sul piano del comune sentire cittadino, l’appropriatezza dei servizi territoriali, restituendo un’immagine dell’ente decorosa, efficiente, innovativa e rispettosa del contesto. Si tratta di valori che andranno non solo a beneficio dell’immagine dell’Asl, ma soprattutto del patrimonio culturale della città».
IL PROGETTO. Nello studio di fattibilità si chiarisce che “la soluzione progettuale prescelta mira al mantenimento della vocazione e delle destinazioni originarie della palazzina B7, nonché alla fruizione degli spazi da parte degli utenti, con una profonda attenzione alle disabilità e alle incapacità motorie e sensoriali. Sono stati ricavati, infatti, dei servizi igienici per i portatori di handicap, inesistenti nello stato di fatto, e accessi privi di barriere architettoniche. I vincoli patrimoniali gravanti sull’intero complesso dell’ex presidio di Collemaggio e la rigida geometria dell’edificio esistente in murature portanti non hanno consentito di individuare ulteriori alternative progettuali rispetto a quella scelta. Anche la distribuzione interna degli ambienti, di fatto disegnata dalle stesse murature portanti, non lascia spazio ad alternative. La soluzione che si propone è quindi quella che prevede il mantenimento dell’ingresso principale sul fronte Sud, nel rispetto dell’assetto originario del fabbricato. Due ulteriori ingressi, entrambi privi di barriere architettoniche, sono presenti sul fronte Est. La pluralità di ingressi consente anche un uso disgiunto del piano terra, differenziando le funzioni del blocco Nord da quelle del blocco Sud. All’ingresso principale è situato uno spazio front office dedicato al pubblico, da cui l’utente sarà indirizzato verso le strutture di interesse. Nel blocco Nord è presente, oltre agli uffici a cellula, una grande sala per uffici open space, eventualmente partizionabile anche attraverso divisori mobili per consentire un utilizzo flessibile degli ambienti, e una sala multiuso a disposizione per conferenze, seminari, convegni e riunioni. Si accede ai piani superiori attraverso il corpo scale originario, sono inoltre presenti due corpi ascensore per un collegamento privo di barriere architettoniche. La scansione degli uffici, per tutti i livelli, è dettata dalla maglia strutturale dell’edificio in muratura portante: ne risultano ampi locali utilizzabili per 2-4 postazioni di lavoro, in funzione delle necessità dell’Ente. Nell’ultimo livello del fabbricato è previsto un ufficio per dirigente-responsabile, direttamente connesso a una sala riunioni, al fine di snellire le tempistiche organizzative. Compatibilmente con la natura e la vocazione del manufatto il progetto contempla dunque l’inserimento di: un ufficio dirigenziale; 34 uffici per un totale di 83 postazioni; una sala riunioni; una sala multiuso; due sale per stampanti e una sala server; 5 archivi; 5 depositi; 6 locali tecnici”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA