L’Ateneo riporta gli uffici a Palazzo Ciavoli-Cortelli

L’AQUILA. Dopo il ritorno del Rettorato in centro, a Palazzo Camponeschi, l’Ateneo riconquista un’altra sede storica: Palazzo Ciavoli Cortelli, in via Roma 33, con affaccio su piazza San Pietro. Già...
L’AQUILA. Dopo il ritorno del Rettorato in centro, a Palazzo Camponeschi, l’Ateneo riconquista un’altra sede storica: Palazzo Ciavoli Cortelli, in via Roma 33, con affaccio su piazza San Pietro. Già all’inizio del 2016 erano stati riconsegnati i lavori di ricostruzione (importo 5 milioni, durata 2 anni), ma per motivi prima di allacci e poi di viabilità il palazzo non era ancora stato riaperto. Nei giorni scorsi il trasloco di alcuni uffici. «Non quelli che necessitano di contatto con il pubblico», come specifica la rettrice, Paola Inverardi. «Abbiamo voluto mantenere questi ultimi a Palazzo Camponeschi, di più facile accesso». Prima della riapertura della sede, infatti, l’Ateneo ha dovuto concordare col Comune la viabilità (piuttosto complessa) verso e dal palazzo. Tre i percorsi permessi per raggiungere la nuova sede: il primo da viale Duca degli Abruzzi, passando per via di Fonte Preturo, piazza Angioina, piazza San Domenico, via San Domenico, via Roma; il secondo da piazza Fontesecco, via Buccio da Ranallo e piazza Angioina da cui il percorso è obbligato; infine da via Cascina, passando per via Guelfi e via Minicuccio d’Ugolino. «Per questioni di sicurezza», spiega una delibera comunale, «è fatto divieto assoluto di accedere al palazzo da via Roma in entrambe le direzioni». Intanto, in molti sono già al lavoro nelle stanze che in diverse epoche hanno ospitato i dipartimenti di Matematica, Storia e Metodologie comparate. «Riconquistiamo così un altro pezzetto di centro storico», ha commentato Inverardi, «e speriamo che presto anche la viabilità possa migliorare: si sta espletando la gara per opere provvisionali di Palazzo Carli, che dovrebbero permettere il passaggio anche da quella zona». Per la riapertura della sede più grande dell’Ateneo in centro prima del terremoto, tuttavia, bisognerà ancora aspettare: solo dopo le opere provvisionali sarà possibile dare il via alla progettazione esecutiva. «La buona notizia», conclude la rettrice, «è che tutti i fondi necessari sono già stati stanziati».

