L’Ater mette in vendita dieci negozi

Il ricavato servirà per la messa in sicurezza di una cinquantina di alloggi dichiarati inagibili dopo il sisma 2009
SULMONA. Vendere i negozi di proprietà per finanziare la messa in sicurezza degli edifici dichiarati inagibili dopo il terremoto del 2009. Non ci sono soldi in cassa e l’Ater si inventa un progetto che prevede la vendita di dieci negozi del centro storico per consentire la ristrutturazione di una cinquantina di appartamenti che da dieci anni sono vuoti perché non rispettano i parametri sismici imposti dalla legge.
In questo modo saranno raggiunti due obiettivi dall’ente: non indebitarsi ulteriormente e far fronte all’emergenza abitativa che da anni affligge Sulmona. Lo dimostra la lunga lista di famiglie che da tempo aspetta l’assegnazione di una casa per affrontare la vita in condizioni meno precarie e disagiate e per le giovani coppie di poter programmare con più serenità il loro futuro.
La decisione di mettere in vendita i negozi del centro storico è stata ratificata lunedì mattina nel corso del consiglio di amministrazione. Dopo l’approvazione della perizia è stato deciso che entro il mese di aprile sarà indetto l’avviso pubblico che prevederà anche un diritto di prelazione per gli attuali affittuari. I dieci negozi che saranno messi in vendita sono quelli situati principalmente nell’area dei portici di corso Ovidio attualmente occupati da store di abbigliamento, agenzie di viaggio, gioiellerie e tabaccherie. La valutazione fatta dall’Ater si aggira sui 1.700 euro a metro quadrato per i negozi e la metà per le cantine. Naturalmente, chi lo vorrà, potrà mantenere il contratto d’affitto alle stesse attuali condizioni anche con i nuovi proprietari.
«L’obiettivo è quello di recuperare fondi per programmare un accurato intervento di manutenzione e adeguamento sismico sul patrimonio comunale di proprietà dell’Azienda territoriale di edilizia residenziale», afferma il sub commissario Aldo Milan, nominato dalla giunta regionale solo da pochi mesi. «In particolare gli interventi in questione riguarderanno l’edificio di Largo Mercatello e quelli di via Angeletti dichiarati inagibili subito dopo il terremoto. L’altro aspetto positivo dell’iniziativa», conclude Milan «è che l’intero ricavato dalla vendita dei negozi resterà a Sulmona».
Resta però al palo la situazione dell’area dell’ex mobilificio Scipione che da anni versa nel degrado più assoluto. Dall’Ater avevano promesso già da alcuni anni un intervento di recupero urbano anche per quell’area. Promesse che però non sono state mantenute.
Cosicché l’immobile continua a sbriciolarsi e ad essere sommerso dalla vegetazione, in balia di animali di ogni tipo. Un edificio ricettacolo di rifiuti e diventato luogo di “ricovero” per sbandati.
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