L’Avezzano sogna ma lo stadio è vuoto: i tifosi con Pecorelli

16 Gennaio 2024

I sostenitori: «Ha ragione il presidente, serve di più per la C» La proposta: «Abbassare i prezzi e coinvolgere le scuole»

AVEZZANO. A pochi istanti dal triplice fischio dell’arbitro, Andrea Pecorelli passeggia già nella sala stampa. Siede davanti a telecamere e taccuini: scalpita. Dice di avere «alcuni sassolini» da togliersi, dopo che il suo Avezzano ha travolto per 6-1 il Real Monterotondo e agganciato L’Aquila e Sambenedettese al secondo posto in classifica. Saranno macigni scagliati contro la città: «Davvero volete andare in serie C con uno stadio vuoto?», si rivolge ai cronisti. La critica è diretta: «Tutti hanno da ridire su questa squadra ma nessuno viene a incitarci, ora basta. Sono diventati tutti esperti, tutti critici di calcio ma allo stadio non viene nessuno». I numeri corroborano la tesi del patron: domenica al dei Marsi c’erano appena 450 spettatori. E tra i tifosi si accende il dibattito: «Le parole del presidente le vedo come un sprono nei confronti della città che deve rispondere in un certo modo se vuole tornare al calcio professionistico», sostiene Antonio Ferri, uno degli storici tifosi biancoverdi, «ci sono sicuramente alcuni aspetti che potrebbero essere migliorati, dalla riduzione del costo del biglietto ad un avvicinamento concreto dei ragazzi con l’aumento degli omaggi in curva per gli under 10», continua Ferri, «ma la società ha preso il timone solo lo scorso anno, dunque è immaturo contestarla». Sulla stessa lunghezza d’onda Piero Sperandio, altro volto noto dello stadio dei Marsi: «Quelle di Pecorelli sono indubbiamente parole condivisibili per stimolare e spronare l’intera città a sostegno di una squadra che punta alla serie C». E ancora: «C’è anche la necessità di coinvolgere maggiormente le scuole come forza di traino per riempire lo stadio». Quello dello scarso pubblico al dei Marsi è un problema annoso per l’Avezzano: già nel corso dell’era Gianni Paris si erano rincorsi appelli alla città per riempire le gradinate di via Ferrara. E se in avvio di stagione sembrava scattata di nuovo la scintilla, le ultime partite casalinghe dei biancoverdi hanno restituito la solita scena di tribuna e curva semivuote. Mentre da applaudire la presenza degli ultras nelle gare in trasferta, dove non hanno fatto mai mancare il loro sostegno all’undici di Giuseppe Ferazzoli. Aggiunge Andrea Massimiani: «Avere tifosi in più è essenziale sia per la squadra che per il singolo calciatore che viene caricato e sostenuto maggiormente. Da una parte, la scarsa affluenza non è mai buon segno. Dall’altra invece non sono d’accordo quando il presidente cita le critiche perché è bene ricordare che l’Avezzano ha perso due partite contro le ultime in classifica (Termoli e Fano): sarebbero state vittorie utili per risalire la classifica. Il presidente deve guardare anche le sconfitte e contro chi sono arrivate, se c'è stata qualche critica è anche per questo motivo». Sul pubblico: «Per far tornare la gente allo stadio la società dovrebbe promuovere iniziative con scuole, scuole calcio e associazioni del territorio. Il presidente ha tutte le potenzialità per far tornare la squadra e la città in vetta. Bisogna lavorare tutto insieme, compatti, con la dirigenza, con la squadra e portare più gente allo stadio».
«Sicuramente bisogna coinvolgere maggiormente la curva, che sono il traino della tifoseria in generale», sostiene invece Roberto D’Andrea, altro appassionato, «sono il carico della squadra che con enfasi e folclore animano la partita, invogliando e stimolando ogni singola persona». (c.s.)
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