L’avvocato Oddi: «Ecco la verità sul processo»

13 Luglio 2018

L’AQUILA. In relazione all’articolo “Accusa prescritta, niente condanna”, dell’11 luglio, Paola Oddi, avvocato della Regione, fa presente che «nei confronti degli altri accusati, Luigina Oddi e Paolo...

L’AQUILA. In relazione all’articolo “Accusa prescritta, niente condanna”, dell’11 luglio, Paola Oddi, avvocato della Regione, fa presente che «nei confronti degli altri accusati, Luigina Oddi e Paolo Di Benedetto, l’imputazione relativa alla vicenda del presunto “aiutino” prestato a una candidata all’esame d’avvocato (del dicembre 2010) è stata definita nel 2017 dalla Corte d’Appello con sentenza di assoluzione, passata in giudicato, “perché il fatto non sussiste”. Il procedimento riguardante l’avvocato Paola Oddi, stralciato dal principale, è stato definito il 10 luglio con sentenza del tribunale di “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”: ciò in quanto è stata accolta, de plano, l’eccezione del difensore, Antonio Milo, il quale ha fatto notare al Collegio l’errore commesso dalla parte pubblica che, nel conteggiare i giorni di sospensione del termine prescrizionale, aveva incluso anche il periodo relativo al rinvio dell’udienza che il tribunale aveva operato per ragioni d’ufficio, rinvio operato malgrado il difensore avesse dichiarato di aderire allo sciopero degli avvocati, così trascurando il principio secondo cui, in situazioni di coesistenza di due cause di rinvio di udienza, l’una riferita all’impedimento dell’imputato o del difensore e l’altra riferita all’ufficio, la prevalenza di quest’ultima impedisce l’operatività della sospensione del decorso del termine prescrizionale. Stante il giudicato assolutorio relativo al procedimento principale, era verosimile che anche l’avv. Paola Oddi sarebbe stata assolta. Circa le altre gravissime accuse riguardanti i presunti favoritismi e falsi permessi ai condannati, occorre precisare che l’incolpata, Luigina Oddi, è stata assolta nel doppio grado di giudizio con sentenza passata in giudicato: sia il tribunale, sia la Corte d’Appello hanno ritenuto le accuse infondate».