L’eremo celestiniano resta chiuso Accesso ancora vietato ai turisti

17 Maggio 2023

L’area è stata oggetto di una complessa ristrutturazione, all’appello mancano le verifiche per lo chalet Il vicesindaco: «Ne abbiamo discusso in giunta, stiamo lavorando per rendere la struttura fruibile»

SULMONA. Sulmona punta sulla valorizzazione delle sue bellezze, ma l’area dell’eremo celestiniano è ancora chiusa. Una delle mete più gettonate dai turisti è stata oggetto di un complesso lavoro di ristrutturazione, durato diversi mesi, doveva essere aperta a giugno dello scorso anno ma a oggi l’accesso è ancora vietato. Essendo la prima residenza sul Morrone di fra’ Pietro, poi diventato Papa Celestino V, attira sempre la curiosità di chi decide di mettersi sulle tracce del pontefice per conoscere da vicino la sua storia e i suoi luoghi. Proprio nell’eremo fra’ Pietro decise di diventare Papa e pregò nell'agosto del 1294 per prepararsi al pontificato. Oggi l’eremo è aperto su prenotazione, ma l’area è inaccessibile.
A ottobre dello scorso anno l’amministrazione comunale, tramite il vice sindaco con delega ai Lavori pubblici, Franco Casciani, aveva annunciato che non c’era il nulla osta da parte dei Beni culturali per delle varianti necessarie per terminare gli interventi. Ora però l’ok è arrivato e il cantiere è stato definitivamente chiuso, ma ancora si sta lavorando per riaprire il tutto. «Abbiamo affrontato proprio nei giorni scorsi la vicenda in giunta», ha commentato il vice sindaco Casciani, «bisogna fare alcune verifiche per riaprire lo chalet e tutta l’area intorno. Va chiarito che l’eremo è aperto e visitabile, ci sono periodicamente visite guidate con un addetto che apre e chiude». L’eremo celestiniano, insieme a Campo 78 e all’abbazia celestiniana, sono tra le mete più ambite e richieste da chi arriva a Sulmona. Anche l’amministrazione comunale, che si sta concentrando molto sulla valorizzazione del turismo ha puntato su questi tre assi. «Sappiamo che per lo chalet c'era già un affidatario», ha concluso il vice sindaco con delega ai Lavori pubblici, «vogliamo quindi esaminare quel tipo di contratto e capire se possibile prorogarlo e per quale periodo evitando così almeno per i prossimi mesi di dover avviare un nuovo iter. Subito dopo lavoreremo però per fare un affidamento definitivo».
Nei giorni scorsi il Fondo Ambiente Italia, grazie al concorso “I Luoghi del Cuore”, ha investito 20mila euro per il restauro dei dipinti murali presenti nell’eremo celestiniano di Sant’Onofrio. I dipinti raffigurano la Crocifissione, con la Vergine Maria e San Giovanni, Pietro Celestino, nelle vesti di pontefice, la Vergine con Bambino Gesù, dipinto in lunetta, i busti di San Benedetto, San Mauro e Sant’Antonio, dipinti sulla lunetta adiacente, volta a botte stellata, dipinta in colore blu. Anche la Fondazione Carispaq ha deciso di investire sull’eremo con un progetto che unisce Ovidio, Silone e Celestino V.
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