L’esperto Aci: «Senza cinture e seggiolini un urto diventa fatale dopo i 56 km orari»

L’incidente avvenuto sull’autostrada A/25 e che ha causato la morte di due persone, tra cui una bambina di 9 anni, riporta all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza di indossare le cinture...
L’incidente avvenuto sull’autostrada A/25 e che ha causato la morte di due persone, tra cui una bambina di 9 anni, riporta all’attenzione dell’opinione pubblica l’importanza di indossare le cinture di sicurezza quando si viaggia in auto. Indagini sullo schianto mirano a fare luce proprio sul corretto utilizzo delle cinture, anche per i passeggeri che si trovano sui sedili posteriori. «L’uso dei sistemi di ritenuta, quindi le cinture di sicurezza per gli adulti e i seggiolini per i più piccoli», spiega Francesco Proia (nella foto), consulente automobilistico di Avezzano e formatore dell’Aci sulla sicurezza stradale, «è indispensabile per avere qualche possibilità di uscire indenni dagli incidenti d’auto. Assicurare un bambino sul seggiolino è fondamentale, sia per gli urti che possono verificarsi sulle strade urbane, ma ancor di più in quelli che si verificano sulle autostrade. È sufficiente infatti superare la barriera dei 56 chilometri all’ora per entrare nelle velocità in cui un urto diventa mortale senza l’utilizzo dei sistemi di ritenuta». «Le auto moderne sono dotate di tutti i sistemi di sicurezza per poter garantire l’incolumità dei passeggeri», continua Proia, «ma la precauzione principale resta quella di assicurarsi all’autovettura attraverso la cintura. Senza questo accorgimento», chiarisce il consulente dell’Aci, «tutti gli altri diventano inutili, compresi gli airbag. Infatti, in caso di apertura degli airbag, c’è addirittura il rischio che la situazione possa diventare persino più grave se non si è provveduto ad allacciare le cinture in modo corretto, oppure a mettere i bambini sugli appositi seggiolini. Anche all’interno delle città non si devono sottovalutare mai i pericoli».

