L’esperto: ecco come scongiurare pericoli

Parla l’infettivologo Paoloni: serve una corretta manutenzione degli impianti o un’adeguata clorazione
SULMONA. «La legionella si diffonde attraverso le condotte e gli impianti idrici degli edifici, principalmente nei ristagni d’acqua e per prevenirla è sufficiente una regolare e corretta manutenzione degli impianti». A spiegarlo è l’infettivologo Maurizio Paoloni, già direttore di Malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. «La legionella», sottolinea lo specialista, «vive nell’acqua, il suo ambiente di replicazione, è soprattutto nelle condutture. Il riscaldamento dell’acqua a temperature oltre i 60 gradi centigradi uccide il batterio, come pure un’adeguata clorazione o il trattamento con raggi ultravioletti. Si sviluppa attraverso l’inalazione aerea di acqua o liquidi che ospitano il bacillo legionella e penetra nell’ospite attraverso le mucose delle prime vie respiratorie». Paoloni ha chiarito che non ci sono rischi di trasmissione tra uomo e uomo ma «ci possono essere piccole epidemie di legionella. C’è stato solo un caso di trasmissione nella storia tra una mamma e un figlio che veniva da lei accudito». Per quanto riguarda la diagnosi, l’esame per la ricerca del batterio è quello colturale di campioni provenienti dall’apparato respiratorio «anche se il test di ricerca dell'antigene urinario è un metodo più rapido, precoce ed economico e fornisce indicazioni limitate al solo sierogruppo. Non ha una mortalità elevata, ma il rischio c’è quando se si presenta in persone fragili o con patologie respiratorie. Si cura con degli antibiotici specifici, anche se inizialmente è preferibile somministrare la terapia per endovena». (e.b.)

