L’esperto: la grafica deve essere chiara e comprensibile

Cicerone (Strange office): preferisco l’iPhone al portatile e l’home page deve fornire informazioni immediate
L’AQUILA. Per navigare tra i vari siti delle scuole, Riccardo al laptop (computer portatile) preferisce l’iPhone. Perché «quando c’è da valutare un sito web, la prima cosa da vedere è se ha un “design responsive”, capace cioè di adattarsi graficamente in modo automatico al dispositivo coi quali vengono visualizzati».
Co-fondatore di Strange Office, il laboratorio professionale condiviso (co-working) di via Roma, Riccardo Cicerone lavora da tempo alla realizzazione di app e siti web. Il suo è il punto di vista di chi si aspetta di trovare un certo tipo di servizi e informazioni da un sito scolastico, a partire da quello della sua ex scuola, il liceo Classico “Cotugno”, all’Aquila, dove ha conseguito il diploma.
«Anzitutto, è importante», spiega, «che uno spazio web sia immediato e che la home page fornisca delle indicazioni immediate, a partire dagli indirizzi degli studi». L’obiettivo primario è quello di attirare l’interesse di potenziali nuovi iscritti, ma anche di costituire un punto di riferimento per studenti e famiglie che già frequentano i vari istituti. Presto, anche lo spazio di co-working di via Roma attiverà una specifica sezione formativa con corsi di inglese, francese e per blogger. Un’apposita sezione web sarà allestito a supporto.
«Stiamo lavorando per sviluppare contenuti web in grado di fornire le informazioni essenziali», spiega Cicerone. «Ogni scuola dovrebbe muoversi in questa stessa direzione, fornendo contenuti ordinati e di facile consultazione, sia da desktop che da mobile. Invece, sono ancora molti i siti statici, disordinati, con link e toolbar che funzionano e non funzionano».
Certo, esiste qualche fortunata eccezione. Cicerone fa riferimento ai siti scolastici risultati tra i migliori nell’inchiesta del Centro dello scorso anno che accreditò ai primi posti il Liceo artistico Misticoni-Bellisario di Pescara, l’Istituto di istruzione superiore Moretti di Roseto e l’Istituto tecnico commerciale e per geometri Galiani-De Sterlich di Chieti.
«Il liceo pescarese ha sicuramente il “template” migliore», valuta. «Per template intendiamo quei documenti d’esempio che vengono messi a disposizione gratuitamente o a pagamento on line, per lo sviluppo di altre pagine web con grafica e formattazione identiche ma contenuti diversi. Questa veste grafica risponde alla necessità di divulgare dei contenuti artistici. Ma il sito di questa scuola non è di facile consultazione specie per chi accede dallo smartphone».
La sezione multimediale è piuttosto valida in tutti e tre gli esempi. «In particolare», sottolinea, «sono rimasto piacevolmente colpito dal sito Itcg “Galiani-De Sterlich” che presenta un video, condiviso su Youtube, molto efficace come presentazione dell’attività formativa. Ogni indirizzo di studio è identificato con un colore e rappresentato da un ragazzo. Rosso-verde-giallo-blu. Basta un minuto per fornire a chi guarda una panoramica completa: dall’indirizzo informatico a turismo, grafica e comunicazione oppure costruzioni, ambiente e territorio, passando per le lingue straniere. Anche al sito del liceo Classico dell’Aquila», aggiunge Cicerone, «i corsi sono presentati tramite video, ma ciascun clip è un “mappazzone” – volendo prendere in prestito l’espressione tanto cara a Bruno Barbieri di Masterchef – che dura 8 minuti. Un filmato realizzato anche in maniera creativa, dotando ciascuno dei protagonisti di una go pro, ma che si sbrodola senza dare quelle informazioni di base».
La qualità dei siti web dipende anche dal modo in cui la scuola va alla ricerca delle figure professionali che lo realizzano o che lo tengono aggiornato. «Talvolta», aggiunge Cicerone, «i bandi per la realizzazione dello spazio web sono monitorati da persone non competenti, perché non è sempre facile trovare nell’organico scolastico delle figure adatte a valutare un sito internet. In altri casi, sono le stesse dotazioni a costringere i vari istituti ad accontentarsi di siti web statici e ormai superati. Proprio per questo, far ricorso a un template può cambiare le cose». (fab.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

