L’esperto: «Pietrucci più incisivo»
Alesii: da Di Benedetto approccio formale, De Santis lancia un messaggio classico
L’AQUILA. «Il messaggio che funziona di più? Rispetto ai mezzi media e social, quello di Pietrucci». Massimo Alesii, esperto di marketing e comunicazione, ha spulciato post e profili Facebook dei tre candidati alle primarie.
Come si è aperta questa campagna elettorale?
«L’arena di riferimento è una sezione di elettorato con cui, evidentemente, i candidati vogliono dialogare, quella del centrosinistra e del Pd. Un dato che va considerato nella valutazione complessiva della campagna di comunicazione in atto».
Ha notato delle differenze di approccio mediatico?
«Più di una. De Santis ha impostato tutto su una visione classica del politico, che dialoga attraverso i media, utilizzando l’intermediazione giornalistica. Il messaggio che propone è una scelta di cambiamento, con un gruppo alternativo agli schemi Pd».
Pietrucci e Di Benedetto risultano molto più social. Una formula vincente?
«Entrambi hanno fatto scelte particolari: saltano la mediazione giornalistica e tendono al dialogo diretto con l’elettore. Nello specifico, Di Benedetto ha scelto uno slogan con un approccio realistico, legato alla velocità del momento, mentre Pietrucci fa un doppio ragionamento: il tempo è giusto e maturo per un cambiamento generazionale e di vedute. Per farlo, utilizza un filmato, con una visione da youtuber».
Un approccio d’effetto?
«Il target di tutti i candidati è l’area politica del centrosinistra, ma il format di Pietrucci consente di lanciare un messaggio molto più ampio, che supera i confini dell’appartenenza politica. È un innovativo, un giovane. Di Benedetto, seppure con uno slancio di novità, risulta più formale. Infine De Santis rientra in uno schema canonico, usuale, di stampo collaudato».
L’uso del web può produrre maggiori consensi?
«Si presta ad un utilizzo ampio, alle visualizzazioni e condivisioni. Direi che, in questo, Pietrucci ha messo in campo strumenti più affilati, dal punto di vista del marketing e della comunicazione, per allargare la base elettorale». (m.p.)
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