L’esplosione in Austria riarma il fronte del no al metanodotto
SULMONA. L’esplosione nella centrale del gas di Baumgarten, in Austria, riarma il fronte del no al metanodotto della Snam. I primi a tornare a sottolineare la pericolosità di impianti del genere e...
SULMONA. L’esplosione nella centrale del gas di Baumgarten, in Austria, riarma il fronte del no al metanodotto della Snam. I primi a tornare a sottolineare la pericolosità di impianti del genere e soprattutto del metanodotto che si vorrebbe costruire da Sulmona a Foligno sono i comitati cittadini per l’ambiente. «Sconcertante l’accaduto che ancora una volta ha dimostrato come queste infrastrutture, estremamente pericolose, siano soggette ad esplosioni anche per malfunzionamento o, come è avvenuto in alcuni casi in Italia, per lo smottamento del terreno», affermano Mario Pizzola e Giovanna Margadonna. «Subito è arrivata la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del ministro dello Sviluppo economico per l’interruzione della fornitura anche se la stessa è stata riattivata in serata senza alcun allarmismo tra gli addetti ai lavori. Ma per il ministro Carlo Calenda l’occasione era troppo ghiotta e non ha esitato a sostenere che l’opera è necessaria per non dipendere dal gas russo: ci preme rimarcare che sia in Europa che in Italia di gasdotti ce ne sono in abbondanza». Intanto, il vertice previsto a Roma per ieri è saltato e con esso la decisione che probabilmente sarà affidata al prossimo governo. (f.p.)
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