L’esplosione in Austria riarma il fronte del no al metanodotto

15 Dicembre 2017

SULMONA. L’esplosione nella centrale del gas di Baumgarten, in Austria, riarma il fronte del no al metanodotto della Snam. I primi a tornare a sottolineare la pericolosità di impianti del genere e...

SULMONA. L’esplosione nella centrale del gas di Baumgarten, in Austria, riarma il fronte del no al metanodotto della Snam. I primi a tornare a sottolineare la pericolosità di impianti del genere e soprattutto del metanodotto che si vorrebbe costruire da Sulmona a Foligno sono i comitati cittadini per l’ambiente. «Sconcertante l’accaduto che ancora una volta ha dimostrato come queste infrastrutture, estremamente pericolose, siano soggette ad esplosioni anche per malfunzionamento o, come è avvenuto in alcuni casi in Italia, per lo smottamento del terreno», affermano Mario Pizzola e Giovanna Margadonna. «Subito è arrivata la dichiarazione dello stato di emergenza da parte del ministro dello Sviluppo economico per l’interruzione della fornitura anche se la stessa è stata riattivata in serata senza alcun allarmismo tra gli addetti ai lavori. Ma per il ministro Carlo Calenda l’occasione era troppo ghiotta e non ha esitato a sostenere che l’opera è necessaria per non dipendere dal gas russo: ci preme rimarcare che sia in Europa che in Italia di gasdotti ce ne sono in abbondanza». Intanto, il vertice previsto a Roma per ieri è saltato e con esso la decisione che probabilmente sarà affidata al prossimo governo. (f.p.)
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