L’ex caserma Rossi passa per oltre la metà al Comune

Via libera dal consiglio all’intesa col ministero, ci andranno anche i licei del Cotugno Sugli impianti di Santa Barbara si cambia strategia: subito l’affidamento definitivo
L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila diviene proprietario del 60% della caserma Rossi.
Il consiglio comunale, riunitosi ieri a Villa Gioia, ha infatti dato il via libera, con 18 voti favorevoli e 2 contrari, alla delibera contenente l’accordo attuativo del protocollo d’intesa sottoscritto un anno fa dall’ente con ministero della Difesa, ministero delle Infrastrutture, Agenzia del Demanio e Provveditorato interregionale per le opere pubbliche.
È il passaggio che mancava per avviare il processo che dovrebbe portare al trasferimento, nell’ex caserma, di alcune scuole cittadine, in particolare le cinque situate nei quartieri del Torrione e di San Francesco e i licei che fanno capo all’istituto Domenico Cotugno.
Una riorganizzazione di cui il sindaco, Pierluigi Biondi, ha parlato più volte, che farebbe tramontare definitivamente, però, l’ipotesi, accarezzata da molti, in primis dalla dirigente scolastica Serenella Ottaviano, di realizzare la nuova sede del Cotugno nel complesso dell’ex ospedale psichiatrico di Collemaggio, così come individuato anche dalla Provincia.
In cambio del 60% della Rossi, che per il restante 40% continuerà a essere di proprietà del Demanio, il Comune si impegnerà a realizzare una serie di lavori di adeguamento infrastrutturale all’interno della caserma Pasquali-Campomizzi e cederà al ministero della Difesa un congruo numero di appartamenti, a compensazione dei vecchi alloggi militari in via Filomusi Guelfi, abbattuti per permettere la realizzazione del parcheggio del tribunale in una zona ritenuta non idonea alla riedificazione degli edifici che prima ospitavano le famiglie dei militari di stanza in città.
Nel corso della seduta di ieri, è stato affrontato anche il tema del futuro del complesso sportivo di Verdeaqua. L’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini, ha comunicato il cambio di rotta deciso dalla giunta, rispetto alla soluzione prospettata nei giorni scorsi. Anziché procedere a un’assegnazione provvisoria, per permettere al Comune di fare una serie di interventi strutturali urgenti, la maggioranza ha deciso di procedere direttamente con il bando di gara per l'affidamento definitivo, per un periodo non inferiore a 15/20 anni. I soggetti interessati dovranno accollarsi i lavori di adeguamento, circa 200mila euro, che verranno detratti dal canone di gestione previsto.
«È l'unica strada percorribile», ha sottolineato Piccinini. «Se dovesse essere il Comune a occuparsi dei lavori, i tempi sarebbero lunghissimi».
Giustino Masciocco, capogruppo di Articolo 1, ha però obiettato che i tempi si allungheranno comunque. Il bando infatti, ha osservato Masciocco, non verrà pubblicato, probabilmente, prima della fine di gennaio, in attesa della consegna del progetto definitivo sui lavori.
Considerando che i tempi minimi di pubblicazione sono di 40 giorni, che ci sono i tempi tecnici per l'aggiudicazione (almeno altri 35 giorni) e che, una volta affidata la struttura al futuro gestore, bisognerà attendere che vengano completate le opere di adeguamento, «il complesso non riaprirà, nel migliore dei casi, prima di giugno».
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