L’ex direttore Valente: «No agli universitari nella palazzina Ater»

A gennaio si scagliò contro la decisione, poi fu sostituito: «Uno studentato deve essere sottoposto a più verifiche»
L’AQUILA. Rivelato un nuovo documento sul caso Adsu: si tratta della nota del 17 gennaio 2023 in cui l’allora direttore dell’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila, Luca Valente, scolpisce il suo dissenso all’impiego della palazzina del complesso Ater “Il Moro” come residenza universitaria. Valente, che aveva già espresso il suo parere contrario al consiglio d’amministrazione il 23 novembre 2022, nella lettera indirizzata ai vertici Adsu e alla Regione parla di «impossibilità di configurare, anche minimamente, una residenza universitaria in un immobile costruito per civile abitazione. Diversamente», recita ancora il documento, «si reitererebbe l’identica situazione esistente in via XX Settembre, dove, dopo 40 anni, si è scoperto che la struttura, destinata ad appartamenti per civile abitazione dall’Opera Universitaria/Università che l’aveva acquistata, e dagli enti successivi che l’avevano gestita, era stata trasformata in residenza universitaria senza averne né le caratteristiche strutturali né la destinazione d’uso». Dopo aver negato il proprio consenso all’accordo tra Adsu e Ater, che aveva l’obiettivo di liberare l’ex caserma Campomizzi, Valente è stato sostituito, secondo la procedura dell’interscambio di dirigenti con la Regione, da Paola Di Salvatore. Subentrata il 16 marzo 2023, anche lei poi revocata il 25 settembre 2023.
LA CASA DELLO STUDENTE
La nota non lascia spazio a interpretazioni. Il no di Valente all’accordo con l’Ater per la palazzina del complesso “Il Moro” nasce dal fatto che «l’accennata realizzazione di servizi di supporto (sale studio/ mensa/ punto ristoro/ sala ricreativa/ palestra, ecc.) introdurrebbe elementi tali da poter intendere le strutture come una residenza universitaria e quindi del tutto in contrasto con i principi emersi dalle sentenze penali inerenti il crollo della Casa dello Studente a causa del sisma del 2009 e che hanno pesantemente sanzionato l’agire dell’Adsu e della Regione Abruzzo». E ancora: «La realizzazione di una residenza universitaria deve rispettare integralmente tutti i requisiti urbanistici, strutturali e igienico sanitari previsti», motiva Valente nel documento, «nonché risultare in possesso di tutte le certificazioni/nulla osta/autorizzazioni comunque denominate e previste nonché essere sottoposta a tutte le verifiche finalizzate a garantire l’assoluta sicurezza degli utenti e degli operatori».
IL CANONE AGEVOLATO
Secondo Valente, non potendo cambiare la destinazione d’uso del condominio Ater da civile abitazione a residenza universitaria, «ogni onere finalizzato all’uso della struttura, nessuno escluso, deve essere a totale carico degli affittuari/studenti». Tuttavia, «non può essere assolutamente previsto né tanto meno attuato» il servizio di portierato, «che non può e non deve essere previsto» non trattandosi si residenza universitaria. «In caso di incidenti di qualsiasi natura si tratterebbe di una struttura di proprietà pubblica, gestita da un ente pubblico e che dovrebbe quindi garantire il massimo della sicurezza e affidabilità per i propri utenti». Inoltre, «si ricorda che, anche in via XX Settembre, nonostante il servizio di portierato 24h/24 si è avuto il decesso di una persona che non avrebbe dovuto trovarsi nella struttura al momento del crollo della stessa», ricorda l’allora direttore Adsu.
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