L’idea già prima del sisma ma l’iter è partito nel 2013

L’AQUILA. La storia del parco urbano di Piazza d’Armi è lunga e travagliata. L’idea è del 2008. Il consiglio comunale il 17 settembre 2008, quindi ante sisma, decise la riqualificazione urbanistica...
L’AQUILA. La storia del parco urbano di Piazza d’Armi è lunga e travagliata. L’idea è del 2008. Il consiglio comunale il 17 settembre 2008, quindi ante sisma, decise la riqualificazione urbanistica dell’area con l’approvazione di un progetto preliminare, in variante al Prg. L’idea era di realizzare un grande parco urbano. Quell’area è stata per decenni di proprietà del demanio militare e utilizzata prevalentemente per le esercitazioni. A un certo punto il terreno viene messo in vendita e l’amministrazione, per evitare di farlo finire in mano a privati, pronti magari a lottizzarne ogni angolo, lo acquista per poco più di 2 milioni. Il 6 aprile del 2009 con il sisma tutto si ferma.
IL VIA AL PROGETTO
Nel 2013 il progetto viene “resuscitato” e nel frattempo si cerca di dare una sistemata a tutto l’accesso Ovest della città con l’ampliamento di viale Corrado IV. Valorizzare un’area, quella di piazza d’Armi, dove intanto sono nate nuove strutture e altre sono state riqualificate diventa non più rinviabile. Viene indetto un bando europeo di progettazione vinto dalla società Modostudio che mette l’idea nero su bianco e stima in circa 20 milioni il costo di realizzazione. Alla stessa società viene affidata anche la progettazione definitiva. Per trovare i soldi il Comune partecipa al bando nazionale Piano Città e ottiene 15 milioni di euro. Altri 3 milioni giungono dal Comitato Australian Abruzzo che li raccoglie fra i cittadini di origine italiana. Infine, attraverso la Legge mancia, se ne aggiungono altri 4 e si arriva così a 22 milioni.
Nel 2014 viene messo a punto il progetto definitivo. Il costo rispetto all’ipotesi iniziale è più contenuto, 18 milioni. L’area oggetto dell’intervento è di 95.604 metri quadrati; il teatro cilindrico è ispirato al Globe Theatre di Londra, ha un diametro di 46 metri e una superficie di quasi 4mila metri quadrati. Il parcheggio è interrato su due livelli per 13mila metri quadrati circa, infine c’è un edificio a funzione direzionale (uffici o altro) di mille metri quadrati. Nel 2015 viene indetta la gara per un cosiddetto appalto integrato: la ditta che se lo aggiudicherà dovrà fare anche il progetto esecutivo. Base d’asta 18milioni di euro. Il 16 febbraio 2016 vengono aperte le buste. La spunta l’impresa Rialto Costruzioni spa di San Tammaro (Caserta) che si dice pronta a fare i lavori per un importo di 10.297.290 euro (inclusa naturalmente la progettazione esecutiva). L’aggiudicazione avviene al massimo ribasso e la Rialto ne offre uno del 60 per cento. A giugno viene firmato il contratto.
IL NODO DELLE CIFRE
Nel 2017 la società Rialto presenta in Comune il progetto esecutivo e qui c’è la sorpresa. Infatti, secondo la ditta, i 10 milioni di cui sopra non bastano per fare i lavori, ma ce ne vorrebbero almeno 15. La cosa viene giustificata dal fatto che vanno migliorate diverse cose fra cui la vulnerabilità sismica della struttura. I calcoli vanno rifatti. La società che doveva “validare” il progetto, la Pcq, il 18 ottobre 2017 comunica all'amministrazione che «lo sviluppo dell’analisi preliminare del progetto esecutivo evidenzia una serie di modifiche rispetto al progetto definitivo posto a base di gara, in particolare il quadro economico di progetto risulta variato in aumento in modo significativo», quindi il Comune chiede un nuovo progetto esecutivo in linea con le previsioni. A fine gennaio 2019 la ditta appaltatrice trasmette il nuovo progetto esecutivo: la somma ammonta a poco più di 13 milioni di euro. Poi lo stop.
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