L’imam al prefetto: evitare la xenofobia e punire chi sbaglia

30 Settembre 2014

SAN BENEDETTO DEI MARSI. «La nostra comunità non c’entra con la criminalità. Delle responsabilità di singoli soggetti pericolosi devono occuparsene le forze dell’ordine e la giustizia per evitare...

SAN BENEDETTO DEI MARSI. «La nostra comunità non c’entra con la criminalità. Delle responsabilità di singoli soggetti pericolosi devono occuparsene le forze dell’ordine e la giustizia per evitare fenomeni di xenofobia e di generalizzazione. Chiederemo l’intervento del prefetto». A parlare è il capo della più grande comunità islamica della Marsica, Samiri El Haj, che interviene dopo le tensioni avvenute a San Bendetto. «A volte ci troviamo di fronte a casi di criminalità che coinvolgono uno o due cittadini stranieri», spiega, «ma poi queste persone spesso la fanno franca e continuano a delinquere. E così si scaricano le responsabilità sugli immigrati, generalizzando. Invece non è così. La comunità non ha nulla a che fare con queste vicende. Scriveremo al prefetto chiedendo che i responsabili di reati vengono affidati alla giustizia e smettano di creare casi che non ci sono e suscitare reazioni razziste da parte della popolazione».

Nei giorni scorsi dei volantini anonimi a sfondo xenofobo sono stati diffusi durante le ore notturne a San Benedetto dei Marsi. Secondo l’imam «serve maggiore collaborazione da parte dei responsabili istituzionali locali». Un’altra richiesta che sarà avanzata al prefetto è quella riguardante le case in affitto. «È necessario che tutto venga regolarizzato», conclude l’imam, «altrimenti c’è il rischio di rendere schiavi gli stranieri senza un contratto». (p.g.)