L’Immacolata senza convenzione è ferma

17 Dicembre 2020

Celano, la clinica doveva ospitare pazienti Covid. I sindacati: «Abbiamo forti timori per i lavoratori»

CELANO. È in attesa di ripartire la casa di cura L’Immacolata di Celano, dove da giorni ormai non ci sono ricoveri.
La struttura ospedaliera, infatti, doveva ospitare i pazienti Covid e per questo da una parte erano stati avviati i lavori per l’adeguamento con la creazione dei percorsi “sporco-pulito”, dall'altro erano stati giorno dopo giorno dimessi i pazienti ricoverati per permettere a quelli affetti da Covid di entrare. Si prevedeva l’attivazione di 67 posti letto che dovevano garantire un supporto logistico all’ospedale di Avezzano nella lotta contro il coronavirus.
La revoca della convenzione del 2 dicembre, però, ha cambiato le carte in tavola e L’Immacolata, rimasta nel frattempo anche senza medici a causa delle dimissioni di alcuni specialisti passati in altre strutture sanitarie, non sta lavorando. Non ci sono infatti al momento ricoveri e solo gli ambulatori ai quali si rivolgono i pazienti sono in funzione. «L’azienda si stava preparando a ospitare i pazienti Covid», spiega Florindo De Angelis, Uil - Fpl, «ma nel momento in cui si doveva partire con i ricoveri la dirigenza medica in parte si è data malata e in parte si è licenziata. Quindi il nuovo direttore sanitario, Maria Mattucci, si è visto costretto insieme alla proprietà a non tenere fede all’accordo fatto con la Asl perché non aveva medici da impiegare nella gestione dei pazienti con coronavirus. L’accordo è quindi saltato e la clinica si sta preparando per ripartire con la gestione dei pazienti ordinari. Però al momento è di fatto ferma». C’è bisogno quindi di ricominciare a lavorare non solo per assicurare un servizio essenziale al territorio, ma anche per tutelare i dipendenti della casa di cura che ora temono per il loro futuro.
«Noi ci aspettiamo ora che la questione di vendita in corso possa rivelare un domani più roseo per i lavoratori e gli utenti che hanno usufruito dei servizi dell'Immacolata, da sempre punto di riferimento per il territorio grazie ai suoi professionisti», ha concluso De Angelis, che si occupa nel sindacato delle strutture di sanità privata. «Al di là di questo sottolineiamo anche la necessità di mantenere i livelli occupazionali – parliamo di circa 100 dipendenti – e di potenziare i servizi offerti. Per il momento possiamo solo dire che l’attuale dirigenza sta facendo di tutto per far ripartire la casa di cura, nella quale ha lavorato senza sosta per poter assicurare la giusta sicurezza». Dalla parte dei pazienti e dei lavoratori si è schierato anche Marco De Luca, della Ugl dell’Aquila. «Il nostro sindacato sarà attento e sempre vicino ai malati e ai dipendenti della clinica», ha sottolineato l'esponente della Ugl provinciale, «e lontano da ogni controversia che vada a ledere i diritti del cittadino e la serenità dei lavoratori».
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