L’impiegato arrestato filmato per mesi

Lasciava l’ufficio dell’Arssa dopo aver timbrato, i carabinieri hanno seguito tutti gli spostamenti
AVEZZANO. Emergono nuovi particolari dall’inchiesta che ha coinvolto un 45enne dipendente della Regione Abruzzo, arrestato dai carabinieri per il reato di truffa ai danni dello Stato. Sembrerebbe che Luca Doschi, originario di Capistrello ma residente da anni ad Avezzano, già dalla fine dello scorso anno si assentasse ingiustificatamente dal lavoro.
A denunciare il suo comportamento è stato il dirigente della sede del dipartimento “Sviluppo rurale, agroambiente e competitività” che fa capo alla Regione Abruzzo. Un ufficio dell’ex Arssa in cui Doschi lavora con mansioni di impiegato. È stato il suo capo, con il quale da tempo sembra ci fossero dei dissapori legati anche al suo atteggiamento nei confronti di alcuni colleghi, a presentare una denuncia ai carabinieri della compagnia di Avezzano, al comando del capitano Enrico Valeri. Da qui sono scattate le indagini degli uomini del nucleo operativo, coordinate dal tenente Marco Mascolo.
I militari si sono appostati e hanno pedinato Doschi in diverse occasioni. Nei filmati realizzati durante le indagini, scattate a febbraio, si vede l’impiegato timbrare il cartellino al mattino, alle 7.30 e poi assentarsi dal posto di lavoro. Doschi tornava a casa, prendeva i figli e li accompagnava a scuola. Dopo la prima denuncia la Regione lo ha sospeso dal lavoro e la Procura ha emesso una misura interdittiva che gli avrebbe dovuto impedire di andare in ufficio. E invece Doschi ha comunque continuato a presentarsi al lavoro e ad avere lo stesso atteggiamento.
Per questo è stato poi presentato un secondo esposto, che ha fatto scattare la misura cautelare e su disposizione del gip del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, il 45enne alla fine è stato arrestato. (m.t.)
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