L’imprenditore Savina truffato dai cinesi

30 Marzo 2017

Paga 15mila dollari ma il container di merce da spedire a Cuba non è mai arrivato. Sta indagando la polizia postale

AVEZZANO. Una mail hackerata, coordinate bancarie modificate e quasi 15mila dollari che spariscono nel nulla. Su quanto accaduto al noto imprenditore avezzanese Berto Savina sono in corso indagini della polizia postale dell’Aquila, dopo che sulla vicenda è stato presentato un esposto negli uffici della Procura in via Corradini.

Savina, attraverso una sua ditta con sede nella Marsica, ha acquistato un container di merce a una società di Taipei nello Stato cinese di Taiwan. Prodotti destinati a Cuba. Savina, infatti, svolge attività commerciale nell’isola caraibica, dove gestisce anche diverse catene di negozi. Il pagamento dei beni, per complessivi 49mila dollari (circa 45.500 euro), doveva essere effettuato in misura del 30% in acconto e il restante 70% al momento della spedizione. C’è stato quindi uno scambio di mail, con l’invio anche delle coordinate bancarie. Probabilmente – e questo è il sospetto degli investigatori – nell’ultima fase qualche pirata informatico si è impossessato delle mail e ha modificato l’iban del venditore (codice alfanumerico identico, ma sarebbe stata inserita una virgola al posto di un punto). La ditta dell’imprenditore Savina, ignara di quanto stava accadendo, ha provveduto al pagamento, inviando il bonifico a coordinate bancarie che corrispondono a un istituto di credito di Birmigham in Gran Bretagna. Dopo alcuni giorni, e non vedendo arrivare la merce richiesta, sono nati i sospetti. Che hanno trovato conferma con una serie di controlli incrociati. La banca ad Avezzano ha comunicato che non era più possibile recuperare i soldi in quanto non più disponibili. All’imprenditore Savina, assistito dall’avvocato Alfredo Retico, non è rimasto che sporgere denuncia.

Truffe del genere sono sempre più diffuse.

In Procura c’è anche il caso di un altro imprenditore marsicano che si è visto spillare circa 70mila euro senza ricevere la merce acquistata. E sono in crescita anche i raggiri on line nei confronti di normali cittadini, soprattutto quando vengono richiesti pagamenti su circuiti che non sono ufficiali, quando viene richiesto il saldo tramite Western Union o altri servizi di trasferimento di denaro (ad esempio MoneyGram, Leader o Anelik) o tramite vaglia postale. È quanto confermano le statistiche della polizia postale.

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