L’inchiesta va verso l’archiviazione

Si attende la relazione finale del medico legale, ma è confermata la dinamica
L’AQUILA. Le indagini continuano, ma la direzione è quella dell’archiviazione. L’autopsia sui corpi della famiglia Vicentini, infatti, non avrebbe fatto emergere dettagli in grado di riscrivere i contorni della strage andata in scena nella villetta della frazione aquilana di Tempera. Il pm Guido Cocco, titolare dell’inchiesta, dovrà attendere la relazione finale del medico legale Fabio De Giorgi, che passerà anche per l’esito degli esami collegati – come quello tossicologico – e la perizia balistica. Ma gli investigatori non hanno alcun dubbio che a sparare – uccidendo la sua famiglia e poi sé stesso – sia stato l’urologo ed ex primario Carlo Vicentini. Al massimo resta da chiarire se la strage fosse premeditata, anche se il biglietto lasciato in cucina lascia poco spazio all’ipotesi di un raptus improvviso. Anche la dinamica è stata quasi del tutto ricostruita: Vicentini ha compiuto la strage in pochi istanti, nella notte tra mercoledì e giovedì scorsi, probabilmente dopo le 2, quindi circa 36 ore prima del ritrovamento dei quattro cadaveri. I proiettili sparati dalla pistola a tamburo P38 – una delle 13 armi detenute regolarmente dall’ex primario appassionato di caccia – sono stati cinque: i primi due hanno colpito Massimo al volto e sul collo la mamma Carla che dormiva al suo fianco; due hanno colpito Alessandra – che ha tentato di fuggire alla furia omicida – sul petto e sul volto; l’ultimo è quello che Vicentini ha riservato a sé stesso. (l.t.)
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