L’incognita sul Green pass: «Sarà difficile controllare»

Commercianti pronti alla partenza, ma quanti dubbi. La barista: così ci affossano Il ristorante per banchetti: chiederemo agli ospiti di consegnarli il giorno prima
AVEZZANO. Al bar e al ristorante al chiuso solo con il Green pass a partire da domani. Scatterà tra 24 ore l’obbligo di esibire la certificazione che attesti la vaccinazione o la negatività al Covid previo tampone per accedere nei locali pubblici, ma anche palestre, cinema, teatri, musei, oltre che naturalmente eventi sportivi, concerti.
PROBLEMA RINVIATO. Per Paolo Verna del Postaccio Bacaro il problema per ora non si pone, ma guardando il calendario bisognerà attrezzarsi in vista dell’autunno.
«Ci stiamo organizzando, per ora, con il servizio all’esterno», spiega il ristoratore, «ora tutti vogliono mangiare fuori, ma a settembre-ottobre dovremo fare delle scelte diverse. Stiamo pensando di potenziare il servizio esterno, magari con delle strutture riscaldate, proprio perché non vogliamo limitare l’accesso a chi non ha il Green pass. Aspetteremo di vedere come vanno le cose».
TROPPA CONFUSIONE. Le norme per entrare nei bar e consumare un caffè o un cappuccino seduti, o al tavolo, secondo Liana Cofini del Caffè Pigalle sono troppo confusionarie. «È sempre la stessa storia», riferisce, «il governo fa le regole e mette noi in difficoltà. Come faccio a spiegare a un cliente che può bere il caffè al bancone anche senza Green pass e, invece, seduto all’interno me lo deve mostrare? Per noi sarà veramente difficile perché già i locali sono vuoti e la gente non gira, se ci mettiamo anche questi provvedimenti toccherà discutere inevitabilmente con i clienti ogni giorno. Magari sarebbe auspicabile un aumento dei controlli piuttosto che un’altra serie di regole che affossano le attività».
LAVORI IN CORSO. Emilio Carmignani dell’omonimo bar-pasticceria sta già pensando a come pianificare il lavoro per l’autunno con l’obiettivo di mettere in sicurezza sia i clienti che il personale. «Per il momento stiamo sfruttando l’esterno, grazie anche alle belle giornate», afferma Carmignani, «abbiamo una clientela assidua e ricorrente e sappiamo chi ha il Green pass e chi no. Lo controlliamo una volta e poi, avendo clienti abituali, magari eviteremo di farlo tutti i giorni. Stiamo però cercando soluzioni che facciano stare sicuri sia i nostri clienti che la nostra famiglia e i dipendenti, a partire soprattutto dall’autunno. Siamo in contatto con le associazioni di settore e ci atterremo alle regole. Per ora posso dire che siamo ancora disorganizzati, ma stiamo lavorando per attrezzarci al meglio».
APP PER I CONTROLLI. C’è già chi ha dotato il locale di cartellonistica e il personale di app per informare i clienti e controllare il Green pass all’ingresso. «Abbiamo scaricato l’applicazione che ci consentirà di scannerizzare il Qr code del Green pass ed effettuare il controllo», dichiara Davide Cozzolino del ristorante pizzeria di famiglia, «siamo in fase di organizzazione e stiamo lavorando per capire come gestire il tutto. Non è facile neanche relazionarsi con i clienti dal momento che dobbiamo iniziare a controllare la fascia d’età che va dai 12 anni in su. Abbiamo sistemato la cartellonistica con tutto quello che c’è da fare fuori dai locali, ma ogni tanto, parlando con i clienti capiamo, che non sarà facile da gestire come situazione. Abbiamo il dovere di controllare e cercheremo di stare il più attenti possibile».
CONSEGNE PREVENTIVE. Marco Antonelli del ristorante Napoleone, specializzato soprattutto in banchetti, si è adeguato. «Stiamo chiedendo ai clienti, come per esempio gli sposi nel caso di matrimoni o i genitori dei bambini per le comunioni o le cresime, di raccogliere i Green pass e consegnarceli il giorno prima», evidenzia Antonelli, «è l’unico modo per avere il quadro completo della situazione e stare tutti sicuri. Per quanto riguarda invece i clienti del ristorante stiamo prediligendo per ora i tavoli all’aperto».
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