L’inferno nei Comuni dell’Alta Valle Aterno
Terremoto, neve e frane: la conta dei danni si annuncia altissima. Nessuno dorme nella propria casa
L’AQUILA. Neve, terremoto, frane. Non si placa l’emergenza nell’alta Valle dell’Aterno, le cui popolazioni devono fare i conti anche con la paura scatenata dall’allarme, seppure ridimensionato, lanciato dalla Commissione Grandi Rischi. Nei Comuni di Montereale, Capitignano e Campotosto (nella foto) quasi nessuno dorme nella propria casa, anche se agibile. E le verifiche sulle abitazioni sono rallentate dalla presenza del manto nevoso: il timore è che, una volta liberate le vie dei centri storici, i danni al patrimonio edilizio, sia pubblico che privato, possano rivelarsi ingenti. Intanto, nella serata di mercoledì una frana si è staccata sulla statale 260, all’altezza di San Pelino di Cagnano Amiterno, interrompendo la viabilità verso Montereale e la frazione di Marana, che possono comunque essere raggiunti con un percorso alternativo, attraversando il paese di Cagnano Amiterno. Al ripristino della strada ieri ha lavorato per tutta la giornata l’Anas. «Siamo intervenuti subito con i tecnici dell’Anas», spiega il sindaco di Montereale, Massimiliano Giorgi, «e crediamo che l’intervento vada fatto con calma a e attenzione, in modo da garantire l’incolumità pubblica». Il sindaco ha anche altre preoccupazioni: «L’emergenza neve è quasi rientrata», aggiunge Giorgi, «ma quella del sisma ha lasciato un segno profondo, tra la popolazione, soprattutto dopo i vari allarmi. La gente continua ad avere paura: chi ha potuto è andato via, molti si sono attrezzati con camper, roulotte o casette di legno, già utilizzati nel 2009. Chi è solo o ha altre esigenze può disporre della tensostruttura. In questo momento stiamo provvedendo a mettere in sicurezza alcuni fabbricati pericolanti e da lunedì ripartiranno, per l’ennesima volta, le verifiche sulle abitazioni. Avevamo già parecchie inagibilità dopo i terremoti di agosto e ottobre, con le scosse del 18 gennaio la situazione è sicuramente peggiorata. Per non parlare della ricostruzione del 2009, che andava avanti a fatica». Secondo il sindaco di Campotosto Luigi Cannavicci, almeno il 70% delle case è seriamente danneggiato: «Siamo ancora sommersi dalla neve», dice, «ma questo è il problema minore. Crediamo che una volta liberate, con i nostri mezzi, le vie centrali, la conta dei danni sarà altissima. E chi sta lavorando per ripulire il paese e le frazioni, lo fa rischiando a causa della possibilità di crolli».
La maggior parte dei residenti si trova in strutture provvisorie. Ieri mattina, tre ragazzi della frazione di Ortolano, ospitati in città con le famiglie, hanno ripreso le lezioni nella scuola media Patini a Pettino. Gli abitanti di Capitignano, dopo l’ordinanza di evacuazione temporanea del centro storico, sono stati accolti negli alloggi del progetto Case e nel villaggio Aventis di Scoppito, e chi è restato dorme nella tensostruttura in acciaio allestita nel 2013.
«Ho firmato l’ordinanza per permettere la pulizia delle strade e la verifica dei danni», sottolinea il sindaco Maurizio Pelosi, «e tra qualche giorno verrà revocata. Le vie principali sono state pulite con le sole nostre forze e dai primi sopralluoghi ci sono case danneggiate, con alcuni crolli in stabili non abitati. Purtroppo, tra i miei concittadini c’è un grande allarme, del tutto comprensibile».
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