L’Intelligence italiana al fianco dei cittadini

L’AQUILA. L’Intelligence al fianco dei cittadini. Domani alle 11 al polo universitario di Coppito l’incontro con gli studenti. Intanto Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione,...
L’AQUILA. L’Intelligence al fianco dei cittadini. Domani alle 11 al polo universitario di Coppito l’incontro con gli studenti. Intanto Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione, spiega il senso della svolta che ha portato al dialogo col mondo dei giovani e dell’università.
La rivoluzione l’ha fatta la legge 124 del 2007, creando le condizioni per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza. Il dialogo dell’Intelligence con la società è partito da lì, vincendo con il tempo pregiudizi e diffidenze. Paolo Scotto di Castelbianco, responsabile della comunicazione istituzionale dell’Intelligence italiana, contribuisce con un piccolo team ad avvicinare il mondo intelligence ai cittadini, secondo la regola d’ingaggio di apertura e affidabilità indicata ai Servizi segreti dal governo e dal direttore generale del Dis, ambasciatore Giampiero Massolo. Si è generata un’onda lunga di fiducia nei confronti dell’Intelligence, che ha portato l’Eurispes a certificare a quota 62% l’apprezzamento degli italiani per i nostri 007.
Il versamento anticipato delle carte segrete all’Archivio di Stato grazie alla direttiva del premier Matteo Renzi, è stata un’operazione non di immagine ma sostanziale per riannodare pezzi di storia. E presto, con il disco verde del governo, molto altro materiale sarà versato all’Archivio di Stato.
Ora i fornitori di sicurezza – come l’ambasciatore Massolo definisce i suoi uomini – guardano avanti. «È finita la black cloud: facendo conoscere il nostro lavoro, da una “nuvola” fatta di parole come “servizi deviati” o “depistaggi” si è passati a fiducia e collaborazione. Dell’Intelligence c’è una nuova narrazione, di vicinanza ai cittadini e alle imprese», dice Paolo Scotto di Castelbianco. «Il Comparto Intelligence», spiega, «è percepito sempre più come un network coordinato e dinamico di sicurezza partecipata, alimentato da continue interazioni tra pubblico e privato. Le parole chiave restano apertura e partecipazione ma anche efficacia. Occorre avere una vision e leggere i fenomeni a matrice. Il partenariato con realtà istituzionali, università e mondo della ricerca è prioritario per costruire una rete positiva con tutte le parti in causa nella joint venture della sicurezza partecipata. Dal terrorismo molecolare alla minaccia cyber che attacca la nostre imprese, la sicurezza è un problema che riguarda tutti e si può vincere solo lottando sullo stesso fronte».
Con l’Intelligence live non solo si fa conoscere il mondo dei Servizi nelle aule universitarie ma si reclutano anche i migliori giovani degli atenei...
«Il roadshow negli atenei è una parte importante di cultura Intelligence e della sicurezza partecipata, uno strumento per accorciare le distanze e favorire la diffusione di un modello di Intelligence. La Scuola di formazione del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza collabora con Università, centri studi e think tank per lo sviluppo di interventi formativi e progetti di ricerca nel settore intelligence. Un esempio di queste iniziative sono gli accordi con l’Università La Sapienza e il Politecnico di Torino, mentre di recente è stata siglata un’intesa con la Pontificia Università Lateranense. Tra i punti della collaborazione, la realizzazione di corsi di studio post lauream e l’offerta di programmi di alta formazione per giovani bravi messi a disposizione dal Comparto Intelligence per studenti provenienti da aree di crisi del Medio Oriente».
Altri progetti in cantiere?
«Tanti. Il cammino prosegue e si arricchisce di progetti e collaborazioni. Dopo la realizzazione del libro “Nicola Calipari, un eroe gentile”, che si può scaricare gratuitamente dal sito www.sicurezzanazionale.gov.it, intendiamo promuovere la pubblicazione di altri contributi editoriali e magari lanciare il Comparto su Twitter. Ma soprattutto vogliamo far conoscere ancora meglio la svolta operata dal governo sui documenti declassificati. L’obiettivo è restituire la memoria ai cittadini, rileggere il nostro passato, coinvolgere il lavoro degli storici. E ancora da segnalare il concorso con le scuole “Disegna l’Intelligence”, un altro modo per accorciare le distanze anche con i più giovani. L’iniziativa voluta dalla Scuola di formazione, può contare sulla collaborazione di un grande artista come Giuseppe Gallo».
È boom di clic anche per il sito dei Servizi 2.0.
«La luce verde si è accesa il 18 giugno 2013. Da allora, sono stati 3,5 milioni i contatti al sito www.sicurezzanazionale.gov.it, con una previsione di toccare quota 4 milioni tra qualche giorno, al secondo anno di vita del portale. Oltre 200mila i visitatori unici al mese. Il sito fa registrare un boom di curricula inviati da più di 8mila giovani che dopo master universitari si propongono in un eventuale bacino di reclutamento. L’Intelligence è a caccia di nuove professionalità, specialisti di cyber difesa, dei settori dell’intelligence economico-finanziaria e dell’intelligence energetica. Ma potrebbero essere reclutati anche studiosi di culture antiche e linguisti. Non pensiamo a quanto è lunga la spallina con i gradi: ci interessano figure che siano esperte e operative nel proprio campo. Persone che sappiano lavorare in squadra e abbiano nel cuore il senso dello Stato. La porta del dialogo resta aperta. E dietro non ci sono più uomini con l’impermeabile e gli occhialoni scuri pronti a inseguire i nemici per i canali di Amsterdam. È passato un messaggio: noi lavoriamo per la sicurezza di tutti. L'Intelligence è cambiata, come il mondo».

