L’ira degli insegnanti in provincia: «Il contratto è scaduto da 45 mesi»

L’AQUILA. Contratti e formazione docenti al centro delle assemblee del sindacato Gilda insegnanti. A poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico è già tempo di bilanci. Si stanno svolgendo...
L’AQUILA. Contratti e formazione docenti al centro delle assemblee del sindacato Gilda insegnanti. A poche settimane dall’avvio del nuovo anno scolastico è già tempo di bilanci. Si stanno svolgendo proprio in questi giorni degli incontri sindacali durante i quali il segretario provinciale Gilda, Claudio Di Cesare, insieme all’avvocato Salvatore Braghini, stanno cercando di capire le difficoltà riscontrate dagli insegnanti in merito al mancato rinnovo del contratto scaduto ormai da 45 mesi. Il problema è stato già segnalato nelle assemblee che si sono tenute in tutte le scuole dell’Aquila e di Avezzano ed emergerà anche negli incontri che si terranno a Carsoli, Balsorano e Castel di Sangro. «Uno degli ultimi atti dell’ex ministro Patrizio Bianchi è stato quello di spostare i 340 milioni destinati alla valorizzazione della professione insegnante sul rinnovo contrattuale», ha spiegato Di Cesare, «una scelta che però non soddisfa in quanto la categoria dei docenti ha diritto a un graduale riallineamento con gli stipendi europei, e ciò può essere realizzato soltanto aggiungendo risorse con la prossima finanziaria, superando la prospettiva di un aumento medio ben oltre i previsti 130 euro lordi, che sono un risultato poco ambizioso». Spetterà ora al nuovo governo dare prova della reale attenzione riservata dalle istituzioni al mondo della scuola cercando di colmare le lacune esistenti in primis in termini contrattuali. Negli incontri con i docenti, Braghini ha richiamato l’importanza di definire gli obblighi dei docenti, che oltre ad avere gli stipendi fermi da 4 anni, vedono di anno in anno aumentare incombenze e burocratizzazione. Altro tasto dolente è la formazione che, pur obbligatoria, secondo Gilda non può essere imposta ai docenti al punto di costringerli a frequentare i corsi di aggiornamento. «Nelle assemblee si è anche discusso dell’iniziativa di alcuni dirigenti che intendono far passare il recupero dei minuti di riduzione oraria, generalmente 10 nel caso di giornate di 6 ore, con attività a carico dei docenti di natura indefinita», ha concluso Braghini, «la questione è stata già risolta da ben due circolari ministeriali del 1979 e del 1980. Se la riduzione è dettata da motivazioni estranee alla didattica, come il pendolarismo degli studenti, il recupero non è dovuto. La Gilda valuterà iniziative giudiziali per ottenere il pagamento di recuperi indebitamenti imposti». (e.b.)

