L’ira dei sindaci: no alla centrale a biogas

Collarmele, l’avvocato Simone illustra il ricorso al Tar: «Serviva la valutazione d’impatto ambientale»
COLLARMELE. Non avendo la Biometano Energy iniziato ancora i lavori dell'impianto a biogas, il ricorso al Tar presentato da tre Comuni (Collarmele, Pescina e San Benedetto) contro l'autorizzazione regionale non contempla la sospensiva. Tuttavia i tempi per la soluzione del caso si prevedono lunghi. Secondo alcuni la sentenza non arriverà prima della fine dell'estate. Il legale dei tre Comuni, Herbert Simone, sintetizza così le motivazioni del ricorso: «Considerate le caratteristiche tecniche dell'impianto, il contesto di riferimento, la presenza di altri impianti, gli allarmanti dati sanitari ed epidemiologici, i rilevanti impatti sull'ambiente e sulla salute, era assolutamente necessario assoggettare il progetto a valutazione di impatto ambientale, oltre che all'autorizzazione integrata ambientale (Aia)». In tanti si chiedono perché comuni come Collarmele o Pescina, che sul proprio territorio ospitano impianti di energia rinnovabile, siano fieramente ostili al progetto presentato dalla Biometano Energy, che prevede la costruzione di un impianto che verrebbe alimentato con gli scarti agricoli. «La nostra contrarietà», spiega il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, «nasce dalla convinzione che per far risorgere questo territorio serve un nuovo modello di sviluppo. Se gli interventi finora realizzati - impianti, discariche, cave - avessero arrecato alle comunità locali benefici di rilievo, non avremmo assistito al progressivo spopolamento di tanti piccoli centri. Da qui la necessità di voltare pagina. Valorizziamo le risorse di cui la Marsica è ricca, dall'agricoltura al turismo. Così non solo si creerebbero posti di lavoro, per cui tanti giovani non si vedrebbero costretti ad andare via in cerca di fortuna, ma la Marsica finirebbe con l'attrarre migliaia di turisti, soprattutto dalla capitale, i quali oltre a gustare i nostri prodotti d'eccellenza, potranno respirare aria pura e ammirare il nostro immenso patrimonio artistico, monumentale e archeologico. Un afflusso di ospiti che il progetto del raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara favorirebbe enormemente, dal momento che dalla capitale si potrebbe raggiungere la Marsica in mezz'ora. Collarmele, in collaborazione con Aielli e Pescina», aggiunge Mostacci, «già si sta muovendo in questa direzione. AI turisti, oltre a garantire adeguati servizi, daremo la possibilità di visitare il nostro suggestivo Museo del vento, la Torre astronomica di Aielli e la Casa-Museo di Silone a Pescina».
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