L’ira di 8 consiglieri: «La città dei rattoppi a causa dei cantieri»

L’opposizione: «Evidente mancanza di programmazione» Contestate anche le transenne nel sottopasso di via Pagani
AVEZZANO. «La gestione dei lavori per la realizzazione della fibra ottica sono la chiara dimostrazione di come sia approssimativa l’attività di questa amministrazione». È quanto affermano i consiglieri di opposizione Alfredo Mascigrande, Lorenza Panei, Mario Babbo, Filomeno Babbo, Goffredo Taddei, Stefano Lanciotti, Tiziano genovesi e Iride Cosimati. «Da qualche mese», proseguono, «la città di Avezzano è un cantiere a cielo aperto e i rappezzi sono, evidentemente, peggio dei buchi. Posto che l’innovazione attraverso la fibra ci trova tutti d’accordo, e che l’appalto viene gestito da imprese di caratura nazionale, appare evidente la carenza di programmazione da parte del Comune di Avezzano quale soggetto incaricato di procedere, dapprima alle necessarie autorizzazioni e, successivamente al controllo della buona esecuzione dei lavori e del ripristino a regola d’arte del manto stradale. Per la realizzazione dei lavori, in molte zone», osservano gli otto dai banchi della minoranza, «l’asfalto rimosso è stato, poi, rattoppato alla peggio. Con il risultato che le strade risultano più disastrate di quanto non lo fossero già. Ci sono casi clamorosi di lavori eseguiti su strisce pedonali appena tinteggiate e, poi, tinteggiate nuovamente a fine lavori; toppe di asfalto lasciate sulle strisce pedonali (angolo via Garibaldi-via Opi); lavori eseguiti al centro delle carreggiate anziché a bordo marciapiede con annessi residui di buche pericolose per pedoni e automobilisti e decisamente contrarie a ogni forma di decoro. Lavori fatti, disfatti e rifatti anche su via Perosi a ridosso della nuova scuola appena inaugurata».
C’è poi il caso di via Pagani. «Qualche ragionevole perplessità desta pure la presunta manutenzione del sottopasso di via Pagani», prosegue l’opposizione, «già chiuso, su un lato, per stato di pericolosità, poi riaperto e ora, dal 19 settembre, di nuovo chiuso da una transenna che permette il passaggio pedonale solo sul lato opposto, costringendo i pedoni a una sorta di fila indiana rasomuro. La vicenda dello stato di pericolosità di via Pagani, a causa dei calcinacci, è annosa ma sarebbe interessante capire se è stata pensata una soluzione definitiva oppure se i cittadini debbano rassegnarsi anche alle transenne periodiche». (f.d.m.)

